Giovedì 25 Luglio 2024
RITA BARTOLOMEI
Cronaca

Catania: nata con la bocca chiusa, guarisce a 16 anni grazie a intervento eccezionale. Il chirurgo: “La curo da neonata”

La ragazzina, affetta dalla rarissima sindrome di Nager, ha affrontato 14 anni di operazioni chirurgiche eseguite dal professor Alberto Bianchi, scuola Sant’Orsola di Bologna. Che la definisce “la nostra signorina straordinaria”

Alberto Bianchi e l'intervento eccezionale al San Marco di Catania su una ragazzina di 16 anni che fin da neonata non riusciva ad aprire la bocca

Alberto Bianchi e l'intervento eccezionale al San Marco di Catania su una ragazzina di 16 anni che fin da neonata non riusciva ad aprire la bocca

Catania, 27 settembre 2023 – Le hanno ridato la parola e il sorriso. Perché non poteva aprire la bocca (alla lettera) dalla nascita per la rarissima sindrome genetica di Nager.

Oggi, ragazzina di 16 anni, riesce a farlo grazie a un intervento chirurgico straordinario, eseguito all’ospedale San Marco di Catania. Un’operazione di 10 ore, fondamentale la collaborazione tra Alberto Bianchi, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Maxillo-facciale  del Policlinico San Marco,  Massimo Robiony, direttore dell’UOC maxillo facciale dell’ospedale di Udine, e il suo professore associato Salvatore Sembronio.

Abbiamo raggiunto al telefono il professor Bianchi, bolognese e pendolare con Catania.

Professore, un intervento eccezionale.

"Una grandissima emozione. Ho tenuto sulle ginocchia quella che oggi è una ragazzina. Aveva 2 anni, eravamo al Sant’Orsola di Bologna, dove lavoravo allora e dove sono arrivati i suoi genitori. Così ho conosciuto il suo caso”.

La bimba non riusciva ad aprire la bocca.

"Affetta dalla sindrome di Nager, dalla nascita. Per arrivare al risultato di oggi sono stati necessari 14 anni di interventi chirurgici”.

Siete andati per gradi.

"Prima la nostra signorina straordinaria è riuscita a respirare, poi a togliersi i tubicini della tracheotomia. Sono stati tutti interventi di distrazione della mandibola, con allungamento orizzontale e verticale delle ossa”.

Oggi la ragazzina riesce anche a parlare?

"Sì, anche se questa parte sarà perfezionata nei prossimi mesi, quando opererò il palato”.

Quanto è rara questa sindrome?

"La letteratura scientifica ha documentato 100 casi nel mondo. Nella mia storia bolognese prima e catanese poi ne ho seguiti tre”.

La difficoltà maggiore dell’intervento?

"Parlerei di singolarità. Quando la bambina è diventata adulta, abbiamo deciso di fare la sostituzione completa dell’articolazione temporo-mandibolare con protesi in titanio in 3 D”.

La famiglia ha avuto una tenacia commovente.

"Sì, davvero.  E siamo molto orgogliosi di questo intervento. Qui non esisteva la chirurgia maxillo-facciale. Sono arrivato a Catania 5 anni fa, pendolare con Bologna, 698 voli, uno alla settimana”.

Quando ha iniziato?

“Nel ‘92 ero l’allievo più giovane del professor Marchetti al Sant’Orsola. Una grande scuola”.

Oggi come definirebbe la qualità della vita di questa ragazzina?

"Una vita nuova. Frequenta il liceo, può parlare, sorridere, mangiare cibi solidi. Vorrei dirla così: i miei non sono ‘bambini da Instagram’, ma sono molto più bravi, davvero speciali. Perché hanno conosciuto la realtà della vita, che è fatta anche di grandi difficoltà. Alla fine, arrivano all’Everest”.