Polizia
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Catania, 19 settembre 2019 - Tragedia a Catania, dove un bimbo di due anni è morto stamattina dopo essere stato dimenticato in auto per oltre cinque ore sotto il sole cocente dal papà che si era scordato di lasciarlo all'asilo. L'uomo, 43 anni, è un ingegnere impiegato all'università. Ora è indagato, come atto dovuto, dalla Procura di Catania, per omicidio colposo. Questa mattina intorno alle 8 il 43enne doveva accompagnare il figlio all'asilo, ma evidentemente distratto si è recato direttamente all'università. È stata la moglie a chiamarlo, dopo essere andata all'asilo per prelevare il figlioletto. Il padre del bimbo si è precipitato nel parcheggio dell'università trovando il piccolo esanime, ma non c'è stato nulla da fare. Il bambino, già privo di conoscenza, era ancora agganciato al seggiolino dell'auto. Quindi la corsa disperata e inutile all'ospedale. Il piccolo è morto appena arrivato al Policlinico di Catania. 

Il titolare del fascicolo è il sostituto procuratore Andrea Norzi. Il papà "è un uomo disperato, distrutto, che piange continuamente e non riesce a spiegare l'accaduto", ha raccontato un investigatore. La famiglia è originaria di Aci Sant'Antonio e la mamma è una cardiologa del Policlinico. 

La morte del piccolo è la replica di una tragedia che sconvolse Catania 21 anni fa, nell'afoso pomeriggio del 3 luglio 1998. Identiche le modalità di una fatale distrazione che aveva avuto come protagonista un tecnico della Sgs Thompson, una fabbrica di microelettronica che aveva lo stabilimento nella zona industriale di Catania. 

Invece una tragedia simile fu evitata, sempre a Catania, nel giugno scorso per un intervento provvidenziale della polizia fuori dall'aeroporto del capoluogo etneo, dove un bambino di 4 anni era stato lasciato chiuso in auto sotto il sole con una temperatura che sfiorava i 40 gradi all'ombra. In quella occasione furono denunciati i genitori, due svizzeri, 28 anni lei e 32 lui, per abbandono di minore in concorso. Secondo quanto accertò la Polizia, erano andati a prelevare denaro al bancomat. Gli agenti accorsero dopo la segnalazione di una guardia giurata. A salvare il bambino fu un sovrintendente della polizia che con il calcio della pistola di ordinanza mandò in frantumi un finestrino e soccorse il piccolo dopo essersi accorto che il bimbo si dimenava cercando di aprire le portiere e chiedendo disperatamente aiuto. L'intervento fu compiuto davanti a numerose persone, che applaudirono gli agenti della Polizia di Frontiera. Subito dopo l'intervento della Polizia di Frontiera si presentarono i genitori. Tutti furono accompagnati nel presidio sanitario dell'aerostazione, dove furono prestate le prime cure al bambino, che si riprese immediatamente.