I due cuginetti di 11 e 12 anni uccisi a Vittoria (Ansa)
I due cuginetti di 11 e 12 anni uccisi a Vittoria (Ansa)

Ragusa, 26 maggio 2020 - Condannato a 9 anni di carcere Rosario Greco, l'uomo accusato di aver travolto e ucciso a Vittoria i due cuginetti Simone e Alessio, investendoli col proprio Suv l'11 luglio del 2019. Greco doveva rispondere di duplice omicidio stradale aggravato dall'alterazione psicofisica dovuta all'utilizzo di sostanze alcoliche e stupefacenti.  Il procuratore di Ragusa, Fabio D'Anna, aveva chiesto 10 anni di carcere. Il massimo della pena, considerando il rito abbreviato

La sentenza

La sentenza, letta alle 12.20, è arrivata dopo tre ore di camera di consiglio al tribunale di Ragusa. Il giudice per l'udienza preliminare Ivano Infarinato era uscito dall'aula alle 9.26 per ritirarsi in camera di consiglio dopo una brevissima udienza, nel corso della quale il pm ha rinunciato alle repliche.

Il Comune di Vittoria - che ha chiesto venga contestato l'omicidio volontario con dolo - e i genitori e i parenti dei bambini, hanno prodotto e depositato memorie. Il Comune di  Vittoria ha chiesto un risarcimento danni da un milione di euro. "No comment - le prime parole delle difese di Greco, rappresentate dagli avvocati Salvatore Citrella e Nunzio Citrella dopo la pronuncia della sentenza -. Attendiamo di leggere le motivazioni".

I parenti delle vittime

"Hanno ammazzato i nostri figli per la seconda volta". Toni e Valentina D'Antonio, genitori di Simone, una delle due vittime, sono profondamente delusi dalla sentenza. "E' assurdo, chi sale in macchina drogato e ubriaco è un criminale e merita l'ergastolo", si sfogano. Quindi rincarono la dose di accuse: "Si divertivano a gironzolare per la città in quello stato". Infine, l'apppello: "Il ministro Bonafede ci aveva promesso che cambierà la legge. Deve cambiare la legge, ce lo aveva promesso; almeno varrà per gli altri, in futuro".

Parole di rabbia anche da Alessandro e Lucia, madre e padre dell'altra vittima, Alessio. "Il giudice non ha fatto il proprio lavoro", il loro grido d'accusa. "I ministri si sveglino, gli italiani si sveglino, non si può fare una legge così", aggiungono . "Il giorno 29 mio figlio avrebbe fatto 12 anni . Non si può accettare il rito abbreviato, ieri ci lamentavamo del pm ma è stato il giudice a non fare il proprio lavoro. Così non gli ha dato la pena per quel che ha fatto, da 18 è stata abbassata a 9 anni".