Venerdì 12 Aprile 2024

Mestre, il caso batterie al litio: gli incendi sono rari, ma spegnerli è difficile

L’urto violento del bus precipitato dal cavalcavia avrebbe rotto la barriera protettiva

La tragedia del bus di Mestre, con il suo carico di vittime e di sospetti, alimenta nuove polemiche sulla sicurezza della batterie nei veicoli elettrici.

Leggenda popolare vuole che gli accumulatori di energia delle auto a zero emissioni siano facilmente infiammabili. E che l’impiego di motori elettrici moltiplichi il rischio di incendi.

In realtà le cose non stanno affatto così. Secondo quanto attesta uno studio della National Fire Protection Association americana, il rischio di incendio sui veicoli elettrici sarebbe ben 64 volte inferiore rispetto alle vetture con motore endotermico. Un’auto con motore tradizionale può prendere fuoco all’improvviso, se il carburante entra in contatto con una scintilla o una fiamma. Nelle elettriche la propagazione avviene invece più lentamente e la casistica è molto più ridotta.

Il bus precipitato a Mestre
Il bus precipitato a Mestre

Il mezzo dell’incidente di Mestre, un E-12 del colosso cinese Yutong, considerato il numero uno del settore dei bus elettrici, monta pacchi-batteria agli ioni di litio coperti da strati protettivi disposti a “sandwich“ sopra il tetto. La società Yutong sostiene che il sistema utilizzato sul bus soddisfa del tutto la normativa Eu Ece R100 in materia di sicurezza e che i pacchi-batteria possono resistere a una temperatura di 1300 gradi per più di due ore.

Ma secondo la ricostruzione della Procura di Venezia, la violenza dell’urto – dopo la caduta dell’autobus dal cavalcavia – avrebbe rotto la barriera protettiva delle batterie, consentendo al litio, materiale infiammabililissimo, di uscire dalle celle delle batterie, scatenando l’inferno.

Gli incendi degli accumulatori agli ioni di litio sono di fatto meno frequenti, ma decisamente complicati da spegnere. Può addirittura succedere che, quando l’incendio di un veicolo elettrico sembri quasi annientato, il fuoco divampi di nuovo anche a distanza di ore. Proprio per questo i vigili del fuoco vengono addestrati a fronteggiare situazioni estreme.

Il punto più critico è il cosiddetto thermal runaway, una fuga termica che si alimenta in modo autonomo, quando si è in presenza di un eccessivo aumento della temperatura, causando l’incendio dell’elettrolita liquido, molto infiammabile.

Le caratteristiche proprie del litio stanno spingendo i produttori di batterie su strade nuove e più sicure. Sono già in circolazione quelle al litio-ferro-fosfato, molto meno infiammabili e sono anche annunciate, in una continua evoluzione tecnologica, quelle allo stato solido che dovrebbero di fatto scongiurare ogni rischio di incendio.