8 gen 2022

Assolto Lombardo, crolla un altro teorema

Nuovo proscioglimento nei processi sui presunti legami tra politici e boss. L’ex governatore siciliano si era dimesso nel 2012

raffaele marmo
Cronaca

di Raffaele Marmo Un’altra lunghissima odissea giudiziaria per Mafia finisce con l’ennesima assoluzione eccellente e piena. E se il diretto interessato, l’ex presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, fa sapere di "avere vissuto dodici anni da incubo", ma che "una sentenza giusta mi ripaga di tante sofferenze", restano comunque tutte aperte le ferite di un calvario lacerante, con la fine violenta della carriera politica e il dramma quotidiano, personale e familiare, vissuto sulla giostra tragica di verdetti contraddittori. "Ho trovato giudici intelligenti, coscienziosi e coraggiosi – insiste l’ex governatore –. Gli avvocati sono stati a dir poco strepitosi. Il mio timore era di una sentenza di compromesso, in cui mi assolvevano dal concorso esterno in associazione mafiosa, ma mi lasciavano il reato elettorale". A stretto giro arriva il plauso di tutti gli esponenti della politica siciliana (dal presidente della Regione Nello Musumeci ai big isolani di Forza Italia, Italia Viva e Lega). Silenzio dal Pd, mentre perfino il capo dei grillini siciliani non manca di sottolineare il valore dell’assoluzione: "Si chiude una vicenda che ha sicuramente lacerato la politica e le istituzioni siciliane. Con l’augurio a Lombardo e alla sua famiglia di ritornare presto alla serenità", avvisa Giancarlo Cancelleri, sottosegretario alle Infrastrutture del governo Draghi. Ma fosse solo il caso Lombardo, potremmo parlare di fisiologia del processo e dell’amministrazione della giustizia. La sua vicenda è, invece, parte essenziale di una stagione che, sentenza dopo sentenza, vede sgretolarsi l’impianto accusatorio di molteplici inchieste che hanno visto finire alla gogna un intero establishment politico-istituzionale che ha avuto a che fare con la Sicilia nei decenni passati. L’affaire più eclatante è la cosiddetta "Trattativa Stato-Mafia" spazzata via alla fine di settembre scorso dalla sentenza d’appello che assolve gli ufficiali dei Carabinieri Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno; e assolve Marcello Dell’Utri, accusato di avere ...

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