Lunedì 20 Maggio 2024
Paola Arensi
Cronaca

Assalto al portavalori in autostrada: «C’è un basista lodigiano»

Dopo l'agguato spettacolare sulla A1 la Procura dispone perquisizioni anche in Puglia

L'assalto al furgone portavalori lungo la A1, le fiamme dei camion incendiati (foto Paola Arensi)

L'assalto al furgone portavalori lungo la A1, le fiamme dei camion incendiati (foto Paola Arensi)

Lodi, 29 novembre 2014 - Alcuni componenti della gang che ha assaltato i portavalori sarebbero pugliesi. C’è una prima pista, sul quale la procura di Lodi sta lavorando nel massimo riserbo, per arrivare ai responsabili dell’agguato di giovedì ai tre furgoni portavalori lungo il tratto lodigiano dell’Autostrada del Sole. «Alcuni elementi di indagine – rivela il procuratore capo, Vincenzo Russo – fanno pensare che alcuni malviventi siano pugliesi. Ma stiamo lavorando su diversi fronti, quindi non posso dire di più». Secondo le indiscrezioni, ci sarebbe almeno un barista che conosce alla perfezione il territorio lodigiano. Per il blitz in autostrada sono state infatti usate vie di fuga note solo a chi è della zona, in gran parte usate solo dagli agricoltori.

Intanto, emergono nuovi dettagli sull’agguato: si è capito che, pur essendo finito sui chiodi e in mezzo alla sparatoria, il portavalori carico di contanti (oltre 5 milioni di euro) è riuscito ad allontanarsi grazie a un semplice e scaltro sorpasso del furgone della scorta che lo precedeva ed era ormai finito nella trappola di fuoco preparata dalla gang. «È stata l’abilità del conducente a tenere in strada il blindato per proseguire la marcia» rivela Russo. La polizia scientifica, sul posto per i rilievi, ha raccolto i bossoli di diverse armi e sequestrato un fucile a pompa. «Hanno usato anche kalashnikov, fucile in uso ai militari, ma non sappiamo ancora dove hanno preso le armi» aggiunge il capo della Squadra mobile della polizia, Alessandro Battista. Al momento ci sono in corso perquisizioni in tutta Italia, e anche nel Lodigiano. Top secret i risultati, la cui rivelazione potrebbe compromettere le indagini.

Ora è anche più chiara la dinamica dell’agguato. Il portavalori, partito da Piacenza, era diretto a Paderno Dugnano. I banditi, visti con cappucci e torce dai testimoni, hanno cercato di fermarlo quando il veicolo è passato sotto il cavalcavia di Brembio, tra Livraga e Borghetto. Lì è stato dato fuoco a un primo camioncino telonato e altri mezzi rubati portati sulla tratta per il blitz. La seconda barriera di mezzi rubati è stata invece localizzata tra Pieve Fissiraga-Lodi e Villanova del Sillaro. In particolare, un camion è stato fatto mettere di traverso per bloccare la marcia dei veicoli in transito. Poi, all’altezza di Borghetto, la gang ha buttato a terra dei chiodi per fermare i tre furgoni blindati, di cui due della scorta, della Battistolli group.

Proprio questi ultimi due veicoli sono rimasti intrappolati, con i pneumatici forati dalle sventagliate di mitra. A quel punto, i rapinatori hanno dovuto desistere perché inseguire ancora il furgone con i contanti avrebbe voluto dire oltrepassare la barriera di Lodi e farsi catturare. Così prima sono scappati in direzione nord e alla fine fuggiti, rientrando attraverso una corsia per addetti ai lavori, verso sud. Poi sono fuggiti a piedi dal varco aperto nel giard rail nella notte. In zona, i banditi avevano nascosto un’auto per dileguarsi.