Lunedì 20 Maggio 2024

Assalto ai portavalori sull’A1: metodi da commando foggiano

Caccia ai banditi della fallita rapina: la Puglia è pista privilegiata di Paola Arensi e Carlo D'Elia

Lo spettacolare  e violento tentativo di rapina ai tre blindati portavalori (Ansa)

Lo spettacolare e violento tentativo di rapina ai tre blindati portavalori (Ansa)

Lodi, 8 dicembre 2014 - Agguato al portavalori in autostrada, torna insistente la pista del Foggiano. La tentata rapina, fortunatamente sfumata, avvenuta il 27 novembre nel tratto lodigiano della Milano Napoli A1, a qualche chilometro dal capoluogo di provincia da subito aveva fatto seguire alcune p iste, dal basista locale ai pendolari delle rapine al Nord, provenienza privilegiata la Puglia. «Le indagini continuano in tutte le direzioni - dice il procuratore di Lodi Vincenzo Russo, fino al 2013 capo della Procura di Foggia -. Il metodo d’assalto utilizzato è molto simile a quelli che si vedevano in Puglia, lungo l’Adriatica. In sette anni di attività nel Foggiano ho visto spesso questo tipo di azioni. Stiamo valutando ogni possibile pista, ma non ci sono grandi novità».

Alle 6.40 di quel “maledetto” giorno lungo la tratta autostradale si è scatenato l’inferno. Una gang di almeno 15 persone ha infatti creato un imbuto di alcuni chilometri per tentare di intrappolare i tre portavalori della ditta Battistolli in arrivo da Piacenza e diretti a Paderno Dugnano, nel Milanese. I mezzi erano carichi di oltre 5 milioni di euro. Per fermare il resto dei veicoli in transito e accerchiare i tre blindati, gettando chiodi a terra e scaricando i caricatori di armi pesanti, i rapinatori hanno creato doppia barriera di auto e furgoni incendiati. L’attacco è avvenuto all’altezza di Pieve Fissiraga e Livraga. I mezzi erano stati rubati in buon numero, nel circondario ma non solo, per mettere in pratica il piano criminoso. Il commando ha così provocato chilometri di coda e la chiusura, per un’intera mattinata, dell’autostrada tra Guardamiglio Piacenza nord e Lodi. La rapina è fallita grazie asl’abilità del conducente di un blindato che è riuscito a evitare chiodi e spari sgusciando via dai rapinatori. E l’assalto è stato analogo a quello avvenuto mesi fa lungo l’autostrada A9 di Turate, dove però il bottino era stato ingente.

Nel Lodigiano la gang non è infatti riuscita a fermare l’unico dei tre portavalori carico ed è fuggita dal varco che si era creata, tagliando un guard rail, per poi sparire nelle campagne limitrofe. La banda si è in particolare scagliata sui due furgoni della scorta rimasti danneggiati dall’agguato ma senza il ferimento dei passeggeri. Vigilantes che, come prevede il protocollo, sono rimasti nei rispettivi abitacoli senza affrontare i malviventi. I banditi hanno scaricato addosso alle loro vittime circa trenta colpi di arma da fuoco trusando i Kalashnikov, armi provenienti dall’Est Europa. Alessandro Battista, capo della squadra mobile della questura di Lodi, cui sono affidate le indagini è a caccia di testimonianze utili: «Al momento non possiamo dare nuovi dettagli, ma stiamo lavorando a questo caso senza trascurare nessuna pista».

di Paola Arensi e Carlo D'Elia