Ammazzate due vicine di casa. Uno dei corpi era carbonizzato. Giovane fermato per gli omicidi

Le vittime, di origine romena, vivevano in Italia da 20 anni e abitavano a 200 metri di distanza. L’altra donna aveva la gola tagliata e ferite dappertutto. La procura: "Contro di loro una violenza inaudita" .

Ammazzate due vicine di casa. Uno dei corpi era carbonizzato. Giovane fermato per gli omicidi

Ammazzate due vicine di casa. Uno dei corpi era carbonizzato. Giovane fermato per gli omicidi

Erano entrambe di origine romena, quasi coetanee e sicuramente amiche, abitavano a meno di 200 metri di distanza. Sono la seconda e terza vittima di femminicidi dell’anno: Maria Russ, 54 anni, e Delia Zarniscu, 58 anni. La prima, separata da alcuni anni, residente in vicolo Avenia, a Naro (in provincia di Agrigento), è stata trovata carbonizzata dai vigili del fuoco, la seconda in un ‘basso’ di via Vinci, riversa in un lago di sangue e con la gola squarciata da una lama. Un duplice orrendo omicidio, scoperto verso le quattro di ieri mattina quando alcuni residenti telefonano ai vigili del fuoco perché notano fuoco e fumo uscire dall’abitazione di Maria, che in quel cortile tutti chiamano Matika. Poco dopo la macabra scoperta, qualche altro chiama il 118 perché ha sentito urla e rumori provenienti dal ‘basso’ di Delia. Quando arrivano, ai sanitari non resta che telefonare alle forze di polizia: la casa è a soqquadro, mobili spaccati, c’è sangue dappertutto, Delia è con gola recisa e ferite in varie parti del corpo. "È stata vittima di una violenza inaudita, di un’aggressione selvaggia", dice chi ha avuto modo di vedere la scena.

Interrogati a lungo in caserma due romeni, uno dei quali, un 24enne visto con Delia giovedì sera, è stato fermato per duplice omicidio e vilipendio di cadavere. Di fronte ai pm è rimasto in silenzio. Delia Zarniscu viveva a Naro da quasi venti anni ed era sposata con un italiano, un contabile morto diverso tempo fa. Subito dopo la romena aveva attraversato un periodo di gravi difficoltà economiche, tanto da doversi arrangiare e vivere di espedienti. Una situazione analoga alla sua amica Matika nei cui confronti, dopo la separazione dal marito romeno, i servizi sociali erano intervenuti più volte, assistendo lei e due dei tre figli (ospitati in case famiglie).

Una vita giudicata "border line", quella delle due donne, che induce la sindaca di Naro, Maria Grazia Brandara, a dire: "Vivevano un po’ sopra le righe, non le conoscevo personalmente, ma questo è quello che si dice in paese. Una delle due vittime in passato ha avuto problemi psichiatrici al punto che è stata sottoposta ad un trattamento sanitario obbligatorio e le sono stati tolti i figli minorenni".

Parole forti, forse anch’esse sopra le righe, che attirano la critica di alcuni naresi: "Ora si finirà per dire che se la sono cercata", commenta amara una donna. Il sostituto procuratore Elettra Consoli e l’aggiunto Salvatore Vella, titolari del fascicolo d’inchiesta aperto per duplice omicidio, dispongono l’autopsia sui cadaveri e richiedono l’intervento del Ris di Messina che già nel primo pomeriggio effettua dei sopralluoghi nelle due case, sequestrando abiti, scarpe e delle cicche di sigaretta trovate davanti all’abitazione della Russ. "No, mia madre non aveva litigato con nessuno – dice Marcela Russ, sposata con un narese –. Non è stata una rapina, aveva ancora la collanina d’oro al collo. Assurdo che nessuno abbia sentito nulla, chi ha visto qualcosa parli".

L’indagine, partita con l’esame di alcune telecamere, prende le mosse dal gruppo di romeni che frequentavano le due donne e che spesso venivano visti a bere birra e intrattenersi con loro fino a tarda sera nel quartiere di Sant’Erasmo. A Naro la comunità romena è la più numerosa tra gli stranieri che vivono in questa cittadina, sono oltre 300 i romeni (sui 46 mila registrati nell’Isola) che risiedono in questo paese di settemila anime. "Naro è la città dell’accoglienza. Certamente qualcosa non è andato e s’è consumato il duplice omicidio", aggiunge la prima cittadina, ex deputata regionale nella lista ‘Cuffaro Presidente’.

Secondo i primi riscontri, le due donne sarebbe morte a distanza di poche ore, probabilmente prima Delia, aggredita e selvaggiamente uccisa nel suo pianoterra. Poi forse lo stesso assassino si è diretto da Maria che ha aggredito, impendendole di scappare, prima di darle fuoco su una poltrona. "Forse le volevano obbligare a sloggiare da quelle case", è l’ipotesi del vicinato.