Lunedì 20 Maggio 2024

“Donne costrette ad ascoltare il battito fetale nei consultori”. La denuncia del Centro anti-violenze di Aosta. Roccella: “Cattiva prassi medica”

Il presidio regionale: “Segnalazioni di volontari che fanno pressione e promettono sostegni. Monitoreremo la corretta applicazione della Legge 194”. La ministra per la Famiglia: “Sarà stato però un ginecologo, non un volontario”

Aosta, 27 aprile 2024 – Donne costrette ad ascoltare il battito fetale, blandite con promesse di sostegno economico, nel tentativo di non farle abortire. Tutto questo succede nelle strutture pubbliche, almeno secondo le segnalazioni del Centro donne contro la violenza di Aosta. La notizia è nell’incipit di un comunicato pubblicato sulla pagina Facebook del Centro, che richiama l’attenzione sulla legge 194 – che in Italia disciplina l’interruzione volontaria di gravidanza – e annuncia un monitoraggio sul territorio. La denuncia del presidio regionale è stata rilanciata da Alleanza Verdi e Sinistra in Parlamento. 

La legge 194 disciplina in Italia l'interruzione volontaria di gravidanza
La legge 194 disciplina in Italia l'interruzione volontaria di gravidanza

“Pressioni sulle donne che vogliono abortire”

“Sono pervenute al Centro donne contro la violenza di Aosta segnalazioni di donne che, giunte in presidi sanitari pubblici del territorio regionale per accedere all’interruzione volontaria di gravidanza – si legge nel post del Centro contro la violenza di Aosta – Sono state negli stessi luoghi sottoposte a indebite interferenze e pressioni da parte di volontari, consistenti nell’imporre l’ascolto del battito fetale o nella promessa di sostegni economici o beni di consumo, con il preciso intento di dissuaderle dalla scelta di abortire, personalissima e spesso sofferta”.

Il centro annuncia “azioni di monitoraggio della corretta applicazione della legge 194/1978 nel territorio regionale, e azioni di sensibilizzazione e resistenza, sostenendo le donne e valutando con esse, qualora ne ricorrano le condizioni e nel rispetto della loro volontà, ogni iniziativa utile a tutela delle stesse”.

Roccella: “Cattiva prassi medica”

"Far sentire il battito del nascituro a una donna che sta andando ad abortire certamente non è un modo per aiutare le maternità difficili. È una cosa che non bisogna fare, però non è stato certamente un volontario a fare questo perché per far sentire il battito c'è bisogno di un'ecografia e di un ginecologo, quindi si tratta di una prassi che evidentemente è stata di qualche ginecologo e quindi è giusto che casomai sulla stampa emerga questa cattiva prassi medica”, sono le parole della ministra per la famiglia Eugenia Roccella.

La nuova normativa nel mirino 

Sullo sfondo c’è il dibattito sull’emendamento voluto da Fratelli d’Italia al decreto sul PNRR, che secondo le opposizioni apre la porta dei consultori a figure antiabortiste. Anche il Centro di Aosta, che fa parte della rete nazionale Di.Re – Donne in rete contro la violenza, condivide le preoccupazioni contro la scelta di “concordare la presenza delle c.d. associazioni pro-vita, non solo a supporto dei percorsi di maternità difficile dopo la nascita, ma anche nella delicatissima fase di maturazione della decisione di interrompere, o meno, la gravidanza”. Con l’ingresso dell’ideologia nei centri c’è il “concreto rischio di vittimizzazioni dovute all’esercizio di pressioni psicologiche sulle donne, come dimostrano i casi verificatisi anche in Valle d’Aosta”. “L’aborto non è una concessione ma un diritto della donna – si ricorda nel post - e deve essere garantito dalla possibilità di rivolgersi ai consultori, alla presenza di figure professionali qualificate, senza il pericolo di essere sottoposte a giudizi morali o a manipolazioni”. 

Deputata AVS: “Denuncia gravissima”

 "È gravissima la denuncia del Centro donne contro la violenza di Aosta che segnala pressioni e ingerenze sulle donne che si recano nelle strutture sanitarie pubbliche per accedere all'interruzione volontaria di gravidanza – commenta la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera Luana Zanella –.  Spero che la vicenda verrà affrontata adeguatamente dalle autorità, intanto non c'è dubbio, e credo che nessuno possa smentire, che tutto questo è anche frutto del clima voluto da questo Governo che ha attaccato frontalmente la 194''.