Medici, infermieri, farmacisti, volontari delle ambulanze, sindaci… Tutti eroicamente in prima linea contro il maledetto Covid19. Ma non basta. Mancano posti letto di terapia intensiva. E bisogna averne, subito, di nuovi. In tutt’Italia. Servono spazi dove sistemarli. E soldi. Una marea. Ieri Silvio Berlusconi ha donato 10 milioni per l’ospedale di sola terapia intensiva che si sta realizzando nel Padiglione 2 della Fiera di Milano: 400 posti letto. Altrettanto ha fatto Giorgio Caprotti, figlio del mitico Bernardo, fondatore dell’Esselunga. E Remo Ruffini, proprietario di Moncler, ha chiamato alle armi (finanziarie) tutti gli imprenditori perché seguano questi mirabili esempi.

Bello! Un ritorno, alla grandissima, della grande borghesia lombarda, quella dei danee e di Milan col coeur in man. Ma non basta ancora. Tutti – tutti – devono, dobbiamo mettere mano al portafogli, inclusi studenti, casalinghe, pensionati. Ognuno, ovviamente, in proporzione al reddito personale. E, perché ciò succeda, contro la pestilenziale influenza devono mobilitarsi anche gli influencer. Quelli veri. Quelli capaci, cioè, di far presa sul vasto corpaccione sociale della platea TV o del Web. E orientarlo. Fino a ieri per indurlo a comprare rossetti o sneakers. Oggi per trascinarlo in prima linea a combattere il virus invisibile che condanna tutti agli arresti domiciliari.

Esemplare - e da standing ovation - il caso di Chiara Ferragni e Fedez, The Ferragnez, i due più celebri influencer italiani. Nove giorni fa hanno lanciato una campagna su gofundme.com, piattaforma mondiale di raccolta fondi nata nel 2010, per costruire un nuovo reparto di terapia intensiva sul campo sportivo dell’Ospedale San Raffaele di Milano. In 9 giorni – nove - hanno raccolto oltre 4 milioni di euro, versati da quasi 200mila persone di 92 Paesi diversi. Una folla pari agli abitanti di Parma. O, se preferite, capace di riempire, di colpo, lo Stadio Olimpico di Roma, il San Siro di Milano e il Dall’Ara di Bologna. Resa l’idea? Ecco, le molte star dell’Auditel dovrebbero seguire l’esempio della borghesia lombarda e dei Ferragnez. Pensate, infatti, quanti soldi si raccoglierebbero, via SMS, con uno show a reti unificate su tutti i network nazionali e su tutte le TV locali sparse per l’Italia. Se mamma Rai lo organizzasse, chi potrebbe tirarsi indietro?