Mettiamo che in punto di diritto la pretesa abbia un qualche fondamento. Se non lo avesse, dei colossi assicurativi non si avventurerebbero, crediamo, in questa richiesta. Ma se anche l’avesse, beh, ci doveva essere un ufficio, un responsabile che avrebbe dovuto dire di no, non per bontà, per tenerezza, figuriamoci, ma almeno per furbizia: «No, non chiediamo indietro dei soldi a una bambina e a una famiglia segnati loro malgrado non da un caso del destino, ma da un errore umano».

Ci sarà anche oggi in qualche studio ovattato un amministratore delegato che possa fare un calcolo banale: vale di più la figura meschina di chiedere indietro dei soldi cercando di dimostrare che Eleonora non vivrà a lungo, o quel pugno di euro che si possono recuperare se il ricorso fosse accolto? Troppo tardi, comunque. La legge del profitto ha già mostrato il suo volto peggiore. Per questo, ora più che mai, facciamo il tifo per Eleonora, bambina sana, violata nel suo corpo proprio nel momento di venire alla luce. Forza Eleonora, vivrai con tante limitazioni, ma cerca di vivere il più possibile, più di quanto un qualche solone prezzolato pretenderebbe che tu vivessi. Cerca di invecchiare con il conforto almeno dei danari che ti sono dovuti per quanto hai subito. E per quanto la legge ti ha riconosciuto.

Quanto agli assicuratori, beh, hanno fatto due più due pensando che nella vita faccia sempre quattro. Hanno pensato che quell’esborso fosse eccessivo. Normale. Sono un’azienda, mica una onlus. Proprio perché vivono di bilanci, in genere largamente in attivo, avrebbero però dovuto fare una seria analisi costi benefici. Costo alto, quello per Eleonora. Certo. Ma è veramente un beneficio risparmiare su quell’indennizzo, cercando di sostenere che Eleonora non vivrà a lungo? Forse si poteva trovare una chiave, un cavillo meno disumano. O no? Insomma, brutta storia, brutta pagina di una logica del guadagno che dovrebbe sempre avere un argine nell’etica. Per questo stiamo con Eleonora, bambina sfortunata che non voleva soldi, ma solo felicità. Quella che le auguriamo per tanti, tanti, tantissimi anni.