17 nov 2017

Uccise i tre gatti dell'ex convivente, rinviato a giudizio

L'uomo deve rispondere di uccisione di animali. La Lav, che si è costituita parte civile, sollecita il governo a varare pene più dure per chi abusa di creature indifese

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Gatto in una foto L.Gallitto

Lucca, 17 novembre 2017 - Il Tribunale di Lucca ha rinviato a giudizio per uccisione e maltrattamento di animali un uomo accusato di aver ucciso i tre gatti della ex convivente. La discussione del Pubblico Ministero si è conclusa con la richiesta di condanna a 8 mesi di reclusione dell'imputato, LAV si è costituita parte civile. 

I fatti risalgono al settembre 2015 quando la donna, rientrando in casa dopo il lavoro, trova la gatta di nome Nuvola immobile sul suo tappetino con i tendini tagliati e visibili fuori dal manto peloso. Gli altri due gatti, Grigiolino e Nera, vengono rinvenuti morti sotto i mobili della cucina. La signora porta immediatamente i tre gatti dal veterinario, Nuvola viene soccorsa e medicata e il giorno stesso viene dimessa. Le spoglie degli altri gatti sono inviate all’IZS di Pisa per la necroscopia che attesta come la morte di Grigiolino e Nera sia riconducibile a bastonate. 

Pochi giorni dopo la terribile sorte toccata a Grigiolino e Nera, Nuvola subirà nuove angherie e sevizie: la signora, infatti, rientrando a casa trova la gatta immobile nella lettiera, mentre il tappeto della cucina dove era stata lasciata era intriso di acqua. Le condizioni di Nuvola sono peggiorate, non riesce a tenersi in piedi, i tendini sono nuovamente di fuori e presenta ferite causate da un oggetto appuntito su una zampina. Condotta dal veterinario, Nuvola non sopravvivrà poiché le sue condizioni sono talmente gravi da richiedere l’eutanasia. Così riferisce una nota LAV. 

“L’accaduto lascia sgomenti per la crudeltà inferta e per come essa non si sia arrestata neppure di fronte alla gatta in terapia, denotando una chiara intenzione di nuocere gravemente all’animale sopravvissuto alle angherie – dichiara Ilaria Innocenti, responsabile nazionale dell’Area Animali Familiari LAV – Ci auguriamo che il Tribunale di Lucca voglia infliggere il massimo della pena all’accusato. Simili comportamenti possono essere anche socialmente pericolosi: esiste, infatti, una correlazione tra la violenza sugli animali e ogni altro comportamento violento nei confronti delle persone, non è raro ad esempio che persone violente minaccino o esercitino violenza sugli animali del partner. Oltre a un oramai improcrastinabile inasprimento delle pene per chi maltratta o uccide animali è necessario anche prevedere delle aggravanti se le violenze sono perpetrate in danno di animali conviventi”. LAV ringrazia l’avvocato Alessia Scaglione del foro di Lucca per l’assistenza legale, conclude la nota.
animali@quotidiano.net
 

 

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