Mercoledì 19 Giugno 2024
LORENZO PEDRINI
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Smart working 2023 solo per i fragili. Cosa succede ai genitori di figli under 14

La proroga fino al 31 marzo esclude chi ha bambini piccoli chiamando in causa l'arretramento dell'emergenza sanitaria

Una proroga discussa, quella che estenderà il diritto allo smart working fino al prossimo 31 marzo solo per i “lavoratori fragili”. Negandolo invece a partire dal 1° gennaio, o comunque rendendo più difficile ottenerlo, ai genitori di figli minori di 14 anni. Sono queste le principali novità in tema di lavoro agile contenute nell'emendamento ad hoc approvato in commissione Bilancio. Con la manovra 2023 che escluderà fin da subito una buona fetta di coloro che, fino ad oggi, avevano usufruito di una misura che la legge di conversione n.112 del decreto Aiuti-bis aveva prorogato per tutti fino al 31 dicembre 2022. Ma la ratio della decisione dell'esecutivo Meloni, stando alla voce del ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, quantomeno è chiara.

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Una donna lavora da casa in smartworking (Ansa)
Una donna lavora da casa in smartworking (Ansa)

E chiama in causa l'arretramento di un'emergenza sanitaria che, di fatto, era la sola vera ragione dell'adozione del provvedimento e del balzo da quota 500mila a quota 5 milioni fatto dai lavoratori agili durante la pandemia. La restrizione della platea dei lavoratori 'smart', dunque, per Zangrillo va innanzitutto letta “nel senso di un ritorno alla normalità, visto che le scuole ora funzionano regolarmente". Mentre, in merito ai tre mesi di estensione rivolti ai soli lavoratori fragili, il ministro parla di “segnale positivo”, ricordando che, comunque, “per i genitori degli under 14 rimane prevista una corsia preferenziale nella disciplina dello smart working”. Che resta, al netto della minore urgenza, “uno strumento efficace, nel pubblico e nel privato, a condizione di organizzare il lavoro agile in modo da garantire la produttività”.

Ma chi sono questi lavoratori fragili? E quali distinzioni si applicheranno da gennaio all'interno della categoria degli occupati con figli bambini o preadolescenti? La risposta alla prima domanda chiama in causa tutti i dipendenti pubblici e privati “affetti da gravi patologie croniche con scarso compenso clinico”. Quindi, nel dettaglio, persone che abbiano affrontato trapianti o siano ora soggetti a dialisi o terapie oncologiche che ne compromettano il sistema immunitario. Oppure pazienti affetti da tre o più patologie quali “cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, ictus, diabete mellito, bronco-pneumopatia ostruttiva cronica, epatite cronica e obesità”. Sulla seconda questione, invece, va detto che, a meno di nuove disposizioni in materia, i genitori degli under 14 rientreranno nuovamente nel novero di chi potrà accedere allo smart working solo nel caso lo prevedano gli accordi collettivi del loro settore di afferenza. A meno, chiaramente, di intese ad hoc fra datori di lavoro privati e rappresentanze sindacali, da concordarsi eventualmente caso per caso.