Milano, 4 dicembre 2017 - "Mi onora il fatto che tutti gli italiani mi vogliano come allenatore della Nazionale. Tuttavia ci sono tante altre cose legate soprattutto alla mia volontà: ho detto che mi piacerebbe allenare ancora una squadra di club, stare tutti i giorni a contatto con il campo. Fare il ct vorrebbe dire cambiare mestiere". Con queste parole, rilasciate alla Domenica Sportiva, Carlo Ancelotti chiude almeno apparentemente le porte all'ipotesi di un suo approdo sulla panchina azzurra. L'intenzione dell'ex Bayern Monaco è infatti quella di restare fermo fino a giugno, per attendere la chiamata di un top club, magari pure italiano.

"Tornare ad allenare in Serie A? Perché no!", sottolinea Carletto, che poi si è concentrato su quelle che sono le difficoltà che sta attraverso il calcio nel nostro paese. "Il calcio italiano ha tanti problemi, io mi posso impegnare per risolverli, ma penso che tutto il movimento vada coinvolto. É un problema di qualità dei calciatori e dei club - il pensiero del tecnico emiliano - In questo momento non siamo al livello delle top nazionali. I grandi giocatori non nascono tutti i giorni. Bisogna intervenire sui vivai, mettendo alcune regole. Occorre iniziare a fare qualcosa di diverso o aspettare la divina provvidenza che faccia nascere un altro Tardelli o un altro Pirlo".  

Ancelotti comunque conferma di avere avuto dei colloqui con la Figc subito dopo l'eliminazione patita per mano della Svezia. "Sì, mi hanno contattato, ma c'è conflitto di interessi fra la Nazionale e il club. La Figc deve predominare sulle squadre per migliorare il sistema e le società devono aiutare la Federazione - continua - Con Tavecchio non ho alcun problema, ma non mi sono sentito con lui. Non è un problema di presidenti o altro. Il Milan? Non ho mai avuto contatti con la nuova proprietà, ma mi piacerebbe tornare in Italia. La Juve? Sta facendo cose straordinarie, stimo molto Andrea Agnelli". Insomma, sì alla serie A, ma no alla Nazionale, per la quale se ne riparlerà eventualmente negli anni a venire.