Roma, 14 settembre 2017 - Fondi della Lega bloccati dai pm di Genova in seguito alla sentenza di primo grado su presunte irregolarità sull'utilizzo di fondi pubblici che a luglio ha stabilito la condanna dell'ex tesoriere Belsito e di Bossi. Ad annunciarlo è il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, che nel corso di una conferenza stampa alla Camera parla di "attacco alla democrazia" e di tentativo di "mettere fuori legge" il movimento.

Ancor più grave, per il segretario del Carroccio, è il fatto che il blocco dei conti avviene sulla base di "una sentenza di primo grado, non per una condanna in via definitiva, a causa di eventuali errori che hanno commesso dei singoli 9 anni fa. Si sta cercando di arrestare l'avanzata della Lega che è al suo massimo storico. Ma se pensano di fermarci o spaventarci si sbagliano", garantisce Salvini. E annuncia: "Faremo ricorso, ma con i tempi della giustizia italiana dovremo attendere un anno. E nel frattempo sto qui a guardar le stelle...".

Comunque assicura: "Se qualcuno pensa di bloccarci si sbaglia di grosso, andiamo avanti ancora più forti di prima. Pontida la facciamo anche a costo di pagarla di tasca nostra".

Poi replica a Matteo Renzi: "In questi minuti un mio omonimo segretario di partito dice che la Lega 'deve restituire i 48 milioni di euro che ha rubato, ma non ne parla nessuno'. Sarebbe preoccupante che un segretario di partito, che si chiama democratico, se ne freghi di quanto dice la Costituzione, ovvero che un cittadino è innocente fino al terzo grado di giudizio. Renzi si vergogni. Al Pd non succede nulla perché evidentemente ha più amici dentro la magistratura".

L'attacco dell'ex premier ea stato frontale: "Pensate a come sta messo il centrodestra - ha detto dalla festa dell'Unità di Frascati -: tutti i giorni la Lega fa la morale a Roma ladrona ma nessuno che dica che c'è un partito che ha rubato i soldi del contribuente. La Lega deve dare 48 milioni di euro del contribuente. E nessuno ne parla. Salvini è tutti i giorni sui talk show, è dappertutto tranne a Bruxelles, e nessuno che gli chieda dei soldi della Lega".

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