Madrid, 28 settembre 2017 - Spagna in subbuglio, alla vigilia di quello che - in linea teorica - dovrebbe essere il referendum sull'indipendenza della Catalogna, dichiarato "illegale" da Madrid che ha detto a chiare lettere di voler impedire il voto. Decine di trattori - raccogliendo l'appello del movimento sindacale indipendentista regionale - sono arrivati a Barcellona con l'obiettivo di "difendere" i seggi, ostacolando l'annunciato intervento della polizia. Un gruppo di elettori catalani indipendentisti ha materialmente occupato almneo 2 scuole trasformate in seggi nel centro della città per consentire la consultazione. Altri hanno pubblicato su Twitter le immagini di altri seggi che avrebbero occupato. Una risposta alla decisione del vicecomandante della polizia locale, i Mossos d'Esquadra, Jose Lluis Trapero, di chiudere tutte le scuole ed i seggi, oltre a requisire tutte le urne prima delle 6 di domenica. Un escamotage per far vedere di rispettare formalmente gli ordini della Alta Corte di Giustizia della Catalogna.

FOCUS / Dieci domande (e risposte) sul referendum

Madrid. Il governo iberico è inamovibile: il primo ottobre non ci sarà nessuna consultazione, ha ribadito oggi il portavoce del governo Inigo Mendez de Vigo. Madrid sta disponendo ingenti misure per domenica: 10mila agenti di polizia sono arrivati in Catalogna per impedire il voto, chiuso lo spazio aereo sopra Barcellona. La misura non riguarda i voli commerciali dell'aeroporto di El Prat e di emergenza, e secondo media catalani punta fra l'altro ad evitare immagini aeree delle grandi manifestazioni che probabilmente si terranno contro il blocco dei seggi. Mendez de Vigo ha detto che il governo catalano dovrà "rispondere davanti ai tribunali" per la "grave slealtà istituzionale" di cui si è reso responsabile. "Siamo in presenza di un processo di disobbedienza costituzionale - ha accusato il portavoce del governo - contro una democrazia europea consolidata e prestigiosa come quella spagnola, in pieno XXI secolo".

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Catalogna insiste. Di contro, il portavoce catalano Jordi Turull nella conferenza stampa di presentazione del referendum ha ribadito che si voterà "pacificamente" dalle 8 del mattino alle 20 nonostante il veto di Madrid. La consultazione si terrà, ha detto il vicepresidente catalano Oriol Junqueras. Sono chiamati al voto 5,3 milioni di cittadini catalani e saranno aperti 2.315 collegi elettorali con 6.249 seggi. Il vice governatore non ha chiarito se è favorevole o meno a una dichiarazione unilaterale di indipendenza nel caso in cui il referendum dovesse non potersi tenere, e si è limitato a dire: "Agiremo con responsabilità e rispetteremo il mandato dei cittadini". L'Agenzia di Protezione dei Dati del governo spagnolo ha minacciato di imporre multe fino a 600mila euro alle persone che formeranno i seggi. Le multe potrebbero essere imposte per "l'uso fraudolento", secondo l'agenzia spagnola, dei dati degli elettori catalani. 

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Macron. Puntati sulla Catalogna ci sono tutti gli occhi dell'Unione europea. "Ho fiducia in Rajoy" perché "difenda gli interessi di tutta la Spagna", afferma il presidente francese Emmanuel Macron al vertice di Tallin. "La Francia ha bisogno di un partner forte come la Spagna", aggiunge il capo dell'Eliseo dicendo di "non avere commenti o consigli da dare". E sottolinea: "Serve serenità".

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Pagine oscurate - Un magistrato spagnolo ha ordinato a Google di chiudere l'applicazione che consente di sapere dove gli elettori catalani potranno votare domenica. L'indirizzo "onvotar1oct gmail.com" era stato reso pubblico dal presidente Carles Puigdemont mercoledì scorso dopo che altri siti erano stati chiusi per ordine della giustizia spagnola. Nell'ultima settimana sono state oscurate oltre 140 pagine web sul referendum.

Il voto elettronico - Il Tribunal Superior de Justicia de Cataluna (TSJC) ha ordinato alla Generalitat (regione autonoma) catalana di sospendere il sistema di voto elettronico, conosciuto come 'evot'. Il giudice Mercedes Armas, che dirige le indagini sul 'governo' catalano e il referendum, definito illegale dalla Corte Costituzionale spagnola, ha intimato al 'Centro de Seguridad y de la Informacion de Cataluna' (Cesicat) di bloccare ogni sistema per "individuare i punti dove sarà possibile votare elettronicamente nei diversi seggi elettorali istituiti dagli organizzatori del referendum".