Roma, 30 agosto 2017 - Non si placa la minaccia nucleare della Corea del Nord. Il lancio di un missile balistico che ieri ha sorvolato il Giappone era solo un "preludio", ha avvisato Pyongyang: il prossimo obiettivo è l'isola americana di Guam, sede della Andersen Air Force Base. Il missile lanciato era un Hwasong-12, a medio raggio ma con una gittata di fatto intercontinentale perché stimata tra i 3.700 e i 6.000 chilometri. Il missile sopra il Giappone rappresenta "il primo passo dell'esercito del popolo della Corea nel Pacifico e un significativo preludio all'attacco di Guam", ha detto il dittatore Kim Jong-un, secondo quando riferito dall'agenzia di stampa governativa di Pyongyang. Il leader nordcoreano, ha inoltreannunciato la Korean Central News Agency, "ha sottolineato che la Repubblica Democratica Popolare di Corea" "continuerà ad osservare gli atteggiamenti degli Stati Uniti come già dichiarato e deciderà il suo futuro in base ad essi". 

L'ANALISI "Attacco preventivo? Se il regime non va ko in 10 ore sarà l'apocalisse"

CONDANNA ONU - Già all'inizio di agosto, il regime di Kim Jong-un aveva detto di avere allo studio "un piano operativo" per colpire l'isola di Guam. Dopo l'ultima provocazione della Corea del Nord, il presidente Donald Trump ha avvertito che "tutte le opzioni sono sul tavolo". Intanto nella notte italiana dall'Onu è arrivata la ferma condanna all'azione di Pyongyang "per le sue azioni oltraggiose e le minacce contro un altro Stato membro dell'Onu", chiedendo che tali atti "cessino immediatamente". Il Palazzo di Vetro ha sottolineato come le azioni del regime di Kim Jong-un rappresentino una minaccia "non sono per la regione" del Pacifico ma "per tutti gli stati dell'Onu". Il Consiglio di Sicurezza chiede inoltre che tutti gli Stati membri "attuino pienamente, in modo rigoroso e veloce" le sanzioni imposte dalle Nazioni Unite. Ma non ha fatto cenno alla possibilità di nuove sanzioni nei confronti del regime di Kim Jong-un. 

LE REAZIONI - La Cina resta si è detta contraria a sanzioni unilaterali nei confronti della Corea del Nord e continua a cercare la cooperazione degli altri membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per risolvere la tensione nella penisola coreana. Il ministro degli Esteri di Pechino, Wang Yi, a margine di una conferenza stampa sul prossimo vertice dei Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) che si terrà a Xiamen, nel sud-est della Cina, dal 3 al 5 settembre prossimi, ha detto che "Qualsiasi sanzione unilaterale non e' in linea con le leggi internazionali e non è sostenuta dalla Cina". Giappone e Corea del Sud hanno fatto sapere di essere d'accordo per portare le pressioni nei confronti di Pyongyang a un livello " estremo" e per spingere per sanzioni più pesanti contro il regime di Kim Jong-un da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.