Sport e violenza, è allarme: arbitri e mister nel mirino. Stop alle gare e niente tifo se in campo volano i pugni

Da Fabio Grosso, colpito da un sasso prima della partita fra Marsiglia e Lione, all’arbitro Meler, aggredito dal presidente della squadra turca dell’Ankaragucu L’ultima rissa è scoppiata ieri nel match di terza serie fra Bursaspor e Diyarbakirspor

Roma, 21 dicembre 2023 – Grosso e il volto bendato, colpito da un sasso come un proiettile. Il pugno, e il viso tumefatto dell’arbitro Halil Umut Meler che ha sconvolto il campionato turco: picchiato dal presidente dell’Ankaragucu. Green, fuori a tempo indeterminato dai parquet NBA per aver aggredito Jusuf Nurkic. L’affresco nero di uno sport che è capace di dare il peggio di sé: dentro e fuori dal campo. Sconvolge l’affiorare di una nuova e continuata violenza collegata al calcio francese. L’apice? Quanto capitato all’ex azzurro Fabio Grosso, con i tifosi del Marsiglia che hanno aggredito il pullman del Lione con una sassaiola. Il colpo di una pietra era poi costato al mister italiano – esonerato poi a fine novembre -, quindici punti di sutura all’occhio sinistro. C’è un’altra goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo la morte di un sostenitore del Nantes durante uno scontro con gli ultrà del Nizza. Così il ministro dell’Interno Gerald Darmanin, ha vietato le trasferte per cinque partite della 15esima giornata di Ligue 1 (ora siamo alla 17esima) e per tre partite degli ottavi di Coppa di Francia.

Campionato turco, l’arbitro Meler colpito con un pugno dal presidente dell’Ankaragucu, Faruk Koca
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Anche il campionato turco è stato bloccato dalla violenza. "Faruk Koca mi ha dato un pugno sotto l’occhio sinistro e sono caduto a terra. Mentre ero a terra mi hanno preso a calci in faccia e in altre parti del corpo, molte volte", così ha raccontato l’arbitro Halil Umut Meler, aggredito in campo dal presidente dell’Ankaragucu. Chiaramente apriti cielo con lo stop alle partite dopo l’annunciato sciopero degli arbitri. Koca è stato sospeso a vita e si è dimesso pure dal suo incarico. Unanime la condanna del calcio sulle parole del presidente Fifa Infantino: "Non c’è posto per la violenza nel calcio, dentro o fuori dal campo - ha detto –. Eventi così non trovano posto nel nostro sport o nella nostra società".

Nemmeno il tempo di ripartire che il campionato della ’mezzaluna’ ha subito un’altra battuta d’arresto: l’altra sera, l’Istanbulspor ha lasciato il campo per protesta contro una decisione arbitrale, interrompendo la partita di Super Lig contro il Trabzonspor. Gli ospiti erano appena passati in vantaggio, siglando la rete del 2-1, dopo che l’Istanbulspor ha aveva reclamato un calcio di rigore. Il presidente della squadra di casa ha deciso di ritirare i suoi dal campo. Ad allungare la lista c’è l’episodio di ieri: violenta rissa con calci e pugni ‘volantì che ha caratterizzato il match di terza serie fra Bursaspor e Diyarbakirspor, due squadre divise da tensioni anche di tipo etnico , incidenti anche sugli spalti .

La violenza nello sport non si ferma nemmeno al di là dell’Oceano. Il pugno di Draymond Green a Jusuf Nurkic, è costato all’ala del Golden State Warriors una squalifica a tempo indeterminato. Terza espulsione in stagione fin qui per Green, e poi la mossa della NBA, una decisione con pochi precedenti e che prevede per Green l’avvio di un percorso riabilitativo. Coach Steve Kerr ha chiarito di voler stare accanto al suo giocatore: "Bisogna aiutare Draymond. E’ un’opportunità per allontanarsi dal campo e fare un cambiamento".

Anche in Grecia è allarme per sport e violenza. Negli ultimi anni aveva fatto notizia l’esplosione di violenza e di episodi di teppismo, collegati alle tifoserie sportive. Qualche settimana fa si è toccato il fondo con un poliziotto di 31 anni rimasto gravemente ferito durante gli scontri fra tifosi in un match di pallavolo tra Olympiakos e Panathinaikos. A quel punto il governo di Atene ha subito annunciato una stretta, con tutti gli incontri di calcio che saranno disputati a porte chiuse fino a febbraio in attesa di altri provvedimenti.