Venerdì 14 Giugno 2024
ANGELO COSTA
Sport

Pogacar senza confini Un Fiandre da leggenda

Lo sloveno domina l’edizione più veloce della storia. Cadono cento corridori

Pogacar senza confini  Un Fiandre da leggenda

Pogacar senza confini Un Fiandre da leggenda

di Angelo Costa

Il bello di Tadej Pogacar è sbandierare in anticipo le sue intenzioni: "Per vincere qui devo arrivare da solo", aveva detto la meraviglia slovena prima di seminare tutti nel giro delle Fiandre, terza grande classica in bacheca dopo la Liegi e un paio di Lombardia ad appena 24 anni. Il bello di Pogacar è correre sempre per divertirsi e divertire: lo fa su muri e pietre fiamminghe come nelle corse minori e il risultato è già una stagione da dieci vittorie in sedici giorni di gare. Il bello di Pogacar è avere il gusto dell’impresa e saperselo godere: conquistare il Fiandre come soltanto altri due vincitori del Tour (Bobet prima, poi Merckx mezzo secolo fa) gli consente di aggiornare la storia, ma soprattutto gli regala la soddisfazione di aver centrato una corsa strepitosa di suo, tanto da spingersi a dire "la mia stagione è già perfetta così, potrei anche ritirarmi".

Per rendere indimenticabile una bellissima giornata di ciclismo, Pogacar straccia ogni altro spartito nei 55 chilometri finali per imporre il suo: sceglie i due muri più iconici, Kwaremont e Paterberg, prima per riprendere una fuga ben assortita col suo compagno Trentin, poi per andarsene da solo, fiaccando nell’ordine i due rivali designati, Van Aert sgonfiatosi come lo squadrone che lo accompagna e Van der Poel al quale nel finale mancano le energie sprecate all’inizio per rincorrere dopo un ventaglio.

Non è solo Pogacar a stender tutti nel Fiandre più veloce della storia: prima di lui, a metà gara, lo fa il suo coetaneo polacco Filip Maciejuk, perdendo il controllo della bici in una buca d’acqua mentre risale il gruppo sull’erba a bordo strada. E’ uno strike in piena regola, che abbatte come birilli un centinaio di corridori, fra i quali Alaphilippe e Sagan: a farsi più male è un fedelissimo di Pogacar, il belga Wellens, che si rompe la clavicola. Immediata l’espulsione dalla corsa di Maciejuk, dopo veloce consulto fra presidente di giuria e giudice Var: il polacco ora è a rischio squalifica.

Ordine d’arrivo 107° Giro delle Fiandre: 1) Tadej Pogacar (Slo, Uae) km 274 in 6h 12’07’’ (media 44,083), 2) Van der Poel (Ola) a 16’’, 3) Pedersen (Dan) a 1’12’’, 4) Van Aert (Bel) st, 5) Powless (Usa) st, 10) Trentin a 2’49’’.