Giovedì 16 Maggio 2024

Ora la Juve cambia idea su Rabiot e Di Maria

I bianconeri vorrebbero prolungare il Fideo, nonostante sia deciso a tornare al Rosario: col francese invece si può fare cassa a gennaio

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Come ci si poteva aspettare il Mondiale ha cambiato le strategie della Juventus che, avendo in Qatar ben 11 giocatori, ha visto quotazioni, stato di forma e soprattutto aspettative modificarsi sensibilmente in questo mese di partite internazionali. A cominciare dai tre giocatori che hanno giocato la finale mondiale e che, per ironia della sorte, alla Juventus non sono quasi mai stati protagonisti: Adrien Rabiot ha trovato solo quest’anno una forma brillante dopo stagioni completamente in ombra; Angel Di Maria, partito fortissimo contro il Sassuolo, è poi finito irretito da infortuni in serie e dalla incredibile squalifica successiva all’espulsione di Monza; Leandro Paredes è stato fino ad oggi un vero e proprio oggetto misterioso, addirittura imbarazzante nella prestazione madre di tutti i disastri bianconeri, quella in Israele contro il Maccabi, ed ha finito per perdere il posto a beneficio di Faggioli. Ma ora è cambiato tutto. La Juventus ha bisogno di fare cassa da un lato e dall’altro ha cambiato idea su Di Maria. Adeguando quindi i suoi ragionamenti per gennaio. Rabiot infatti è svincolato e, dopo il rifiuto del trasferimento al Manchester dell’estate scorsa, tra qualche mese lascerebbe la Juve a zero. Allegri spera anche di recuperare in quel ruolo Paul Pogba. Ecco che, dopo un mondiale decisamente positivo, Rabiot potrebbe far gol a più di un club e garantire alla Juventus un indinnezzo senz’altro prezioso a confronto con una perdita sicura a zero. Per Di Maria il discorso è opposto. Il Fideo ha da tempo manifestato la sua intenzione di trasferirsi al Rosario Central a fine stagione: prima del Mondiale e, visti tutti i problemi di questa prima parte di stagione, si era anche vociferato di una possibile rescissione del contratto a gennaio, per liberarsi del pesante ingaggio e ridurre la rosa dopo l’eliminazione in Champions. Ora però si è capito che l’ex Psg è ancora decisivo a tutti i livelli e la Juventus, avendolo già in casa, sarebbe orientata a chiedergli di restare un anno in più. Lo farà? Difficile sbilanciarsi. E’ certo però che il bagno di folla in queste ore in Argentina non porterà argomenti utili alla causa bianconera. Per Paredes invece le quotazioni a Torino non sono cambiate: in calo verticale dopo le prime gare di campionato, l’ex Roma ha giocato un Mondiale importante come prima alternativa in un centrocampo sontuoso con De Paul, Fernandez e Mac Allister. La Juve non si farà grandi problemi se qualche club dovesse interessarsi a lui già nelle prossime ore. Ora si punterà decisamente sulla linea giovane Faggioli-Mirelli-Iling e Paredes è un lusso non necessario. Una suggestione infine, sempre legata al Mondiale. riguarda il solito Zinedine Zidane, evocato da mesi dal popolo bianconero come alternativa ad un Allegri mai entrato in sintonia con la piazza. Il no di Zizou, si diceva, era legato al fatto che aspettasse la panchina della Francia cui sembrava destinato appunto dopo il Mondiale. Ma secondo l’Equipe, nonostante la sconfitta in finale, sulla panchina dei vice-campioni del mondo resterà comunque Deschamps, ipotesi questa alla quale l’addio annunciato di Benzema aggiunge una importante conferma. Zizou quindi sarebbe libero. Ma troppo tardi. Oggi la Juventus ha una situazione economica incompatibile con un investimento così oneroso: se anche dovesse partire Vlahovic (possibile) o Chiesa (più difficile), l’incasso servirebbe a ridurre il rosso del bilancio. Tifosi e società dovranno andare avanti con Allegri: anche se il Mondiale, da Rabiot a Di Maria, da Alex Sandro a Kostic, da Paredes a Szczesny, ha dimostrato che i giocatori della Juve rendono molto di più quando vestono un’altra maglia.