Domenica 26 Maggio 2024
DORIANO RABOTTI
Sport

L’Italvolley non si ferma: largo ai giovani

Le nazionali ricevute ieri da Papa Francesco. I ct De Giorgi e Mazzanti allargano il gruppo ai migliori talenti delle nazionali under

Migration

dall’inviato Doriano Rabotti

Chissà se Papa Francesco ha visto il film di Nanni Moretti, ’Habemus Papam’, in cui ad un certo punto per ingannare l’attesa del conclave i cardinali si mettono a giocare a pallavolo. Di sicuro ha capito benissimo l’essenza del gioco, ha capito che quella rete divide e unisce nello stesso momento. Altrimenti ieri, ricevendo in udienza privata le nazionali azzurre della pallavolo, non avrebbe saputo toccare le corde giuste parlando della battuta come momento in cui ci si prende la responsabilità dell’iniziativa, della ricezione come disponibilità ad ascoltare i suggerimenti, del ruolo di guida dell’allenatore che sa correggere senza umiliare, dell’alzata come momento in cui l’individuo si mette al servizio della squadra, ma soprattutto del muro con un’accezione positiva, "saltando in alto per staccarsi dalla materialità della terra". E poi ha esortato il gruppo a tenere fede al ruolo di modelli per i giovani, per la gioia del presidente della Fipav Giuseppe Manfredi.

Parole che hanno fatto breccia nel cuore dei campioni azzurri, che hanno capito ieri quanto le loro vittorie siano uscite dal chiuso delle palestre. Soddisfatto il ct dei ragazzi Fefé De Giorgi, che sui valori ha puntato molto: "L’incontro col Papa è stato un momento molto emozionante che ci riempie di orgoglio perché è il coronamento di un percorso, mi sono reso conto in questi mesi dopo la vittoria nel mondiale che alla gente è arrivato benissimo l’atteggiamento e il senso di compattezza del gruppo, non solo perché sono venuti i risultati".

De Giorgi ha anche spiegato di avere le porte aperte anche per i tanti giovani delle nazionali under che hanno vinto tutto nel 2022 (ieri tra gli altri c’erano i figli d’arte Alessandro Bovolenta e Tommaso Rinaldi, segnatevi i nomi perché li vedremo presto in prima squadra).

Il discorso della programmazione tocca da vicino anche Davide Mazzanti, nell’anno in cui entrambe le nazionali difenderanno in casa il titolo europeo vinto due anni fa. Il ct confermatissimo dal presidente Manfredi mura abilmente le domande sul futuro della Egonu ("Il nodo non sarà affrontato prima di maggio, c’è un accordo con le società di non parlare delle convocazioni mentre si staranno giocando i loro obiettivi"), ma si prepara a un anno diverso, di preparazione verso il bersaglio grosso che è ovviamente quello olimpico del 2024: "Sarà un’estate con tante partite, dalla Vnl all’Europeo alle qualificazioni olimpiche. L’idea è quella di partire con un gruppo allargato a 32 atlete che farà tutta la stagione, comprese Vnl, Europei ed Universiadi, con giovani che potranno prendersi responsabilità da protagoniste".

Ieri non erano tantissime, le azzurre presenti in un momento che per molti è unico nella vita, come quello dell’incontro col Santo Padre. C’erano Ofelia Malinov e Sylvia Nwakalor, che ha detto: "Ci sentiamo dei modelli per i tanti ragazzi che hanno iniziato a seguire il volley in questi anni, dobbiamo dare il miglior esempio possibile. La maglia azzurra è la maglia azzurra, è sempre un onore indossarla".

Quanto alla Egonu, che nei giorni scorsi ha lasciato in sospeso il discorso sul ritorno alla nazionale, in questi giorni si prepara ad essere protagonista sul palco del Festival di Sanremo: "Sono sicuro che Paola ha tutto per potersi esprimersi anche su questo palcoscenico con la sua autenticità, quindi dirà quello che pensa veramente", ha concluso Mazzanti.