Mercoledì 22 Maggio 2024
MATTIA TODISCO
Sport

Inter alla partitissima con un tabù da sfatare

Inzaghi non ha mai vinto la stracittadina in campionato. Correa ko, torna Brozovic (in panchina), Skriniar c’è ma non sarà capitano

Migration

di Mattia Todisco

La defezione della vigilia è il "Tucu" Correa, un prediletto di Simone Inzaghi e molto meno del pubblico nerazzurro al Meazza. Salterà il derby per un risentimento muscolare ai flessori della coscia destra, non avrebbe giocato titolare ma era comunque una possibile carta da giocare in caso di eccessiva "spremitura" degli attaccanti. Lautaro, di certo. Dzeko, probabilmente. Anche se c’è sempre un Lukaku che scalpita, una presenza che comincia a riprendere sembianze più vicine a quelle amate dalla piazza interista. Alla fine dovrebbe spuntarla il bosniaco, per ragioni di alternanza e di quel timore che attualmente circola attorno al belga. Non si vuole rischiare, nemmeno per una stracittadina. Troppo vicini gli stop ripetuti, una prima volta per Lukaku in carriera, all’interno della corrente stagione. Meglio tenerlo lì, pronto all’uso, come è accaduto in Supercoppa prima che il risultato diventasse talmente ampio da non richiederne i servigi.

L’Inter è reduce da un 3-0 che è ancora nell’aria. Inzaghi preferirebbe forse lo fosse meno, per non instillare nella mente dei suoi la convinzione che in fondo c’è un divario da cui poter partire. È uno dei fattori che nelle gare di campionato contro i rossoneri, nell’era Inzaghi, hanno un po’ condizionato in negativo i risultati. Il tecnico non ha mai vinto il derby in A. Lo ha fatto in Coppa Italia e Supercoppa, al contrario in campionato la squadra si è fermata alla prima ora, subendo il ritorno dell’avversario fino a rischiare la sconfitta all’andata lo scorso anno (palo di Saelemaekers sull’1-1) e a subirla al ritorno (1-2, doppietta di Giroud). E ancora: rimonta subita nella prima sfida di questa stagione, nonostante il vantaggio siglato da Brozovic.

Il croato sarà tra i convocati, un rientro fondamentale. Particolarmente guardando al futuro. Magari potrebbe ritagliarsi uno spazio importante anche stasera, dando fiato a una delle pedine del trio Barella-Calhanoglu-Mkhitaryan, che si è diviso il compito di sostituire un insostituibile. Tanto da farlo sembrare meno irrinunciabile, forse. Nelle voci di mercato per il futuro c’è anche lui, assieme a Dumfries, subito dopo Skriniar il cui avvenire è già scolpito. Talmente tanto da costargli la fascia di capitano. La porterà Lautaro. Un satanasso da derby. Sei gol al Milan, con due doppiette, il sigillo del 3-0 in Supercoppa. Sempre più leader. Sempre più dentro al mondo Inter. Nel presente. Perché il domani ha incognite che inducono a pensare che si possa far cassa con tutti. Un anno fa era difficile pensare che Skriniar sarebbe andato via. Oggi è l’uomo con la valigia completata, a cui la Nord non riserverà alcun trattamento di rancore, chissà il resto dello stadio.