Sabato 20 Aprile 2024

Il Marocco apre la nuova era dei Mondiali

Storica impresa della sorpesa di Qatar 2022: batte il Portogallo e vola in semifinale. Ronaldo entra dalla panchina ed esce in lacrime

di Leo Turrini

Oh, sì! Il Marocco ce l’ha fatta, è la prima Nazionale africana ed araba a conquistare la semifinale di un Mondiale. E lasciate perdere le lacrime amare di Cristiano Ronaldo, travolto da un insolito destino tra le dune del Qatar: riserva all’inizio, inutile poi sul campo, CR7 il disoccupato va a casa e con tutto il rispetto non ci mancherà.

Oh, sì! Trionfa il Marocco catenacciaro, stile Italia di una volta, e piantatela e piantiamola con le menate sulla sconfitta del bel calcio. Ma per favore, ma basta: Joao Felix da solo, non dico Ronaldo, sul mercato è quotato più dell’intero gruppo dei Leoni dell’Atlante! E dunque cosa pretendiamo, noi crapuloni della ricca pedata, cosa pretendiamo, che i marocchini se la giochino a viso aperto, inseguendo la chimera dello spettacolo, per poi uscire tra falsi complimenti?

Eh, no. Davide non mise sotto Golia sfidandolo a mani nude. Lo atterrò usando l’astuzia, privilegiando la modestia degli umili a cospetto della arroganza dei prepotenti. Guardate che c’era qualcosa di filosofico, se non addirittura di mistico, nei clacson degli immigrati che ieri sera hanno riempito le strade d’Italia e d’Europa per festeggiare il gol decisivo di En Nesyri.

Perché qui lo dico e lo scrivo con allegria: il calcio talvolta attenua, anche se solo per un attimo, le diseguaglianze sociali, culturali. Da noi fu così, per chi ebbe voglia di capirlo, per il primo storico scudetto del Napoli di Maradona. È così per questa semifinale del Marocco di Hakimi. Immensa e gloriosa.

Della partita racconterò che il Portogallo l’ha affrontato con la sicumera dei Predestinati. I presuntuosi lusitani non avevano studiato abbastanza. Scusate, ma se una squadra, appunto il Marocco, domina un girone con Belgio e Croazia e poi fa fuori la Spagna, ecco, abbiate pazienza, non va presa sul serio?

Formidabili nel loro assetto difensivo, i nord africani hanno chiuso tutti gli spazi alla formazione di Santos. E quando una goffa uscita del portiere Costa ha mandato in paradiso En Nasyri, il Portogallo ha cominciato a specchiarsi nell’inferno.

A niente sono serviti gli innesti di Cancelo, di Leao e di CR7. Il Marocco somiglia al vecchio Milan del Paron Rocco: chiude ogni spiraglio, fa densità negli spazi, è stoico nella battaglia per la sopravvivenza. Amrabat sembrava un Davy Crockett a Fort Alamo: arrivava ovunque e dove non poteva arrivare raccomandava l’anima a Dio, inteso come Allah. Al resto ha pensato Pepe, che al 7’ di recupero ha sprecato un pari che sarebbe stato fatale ai marocchini, che erano in dieci. Quanto a Ronaldo, già mi sono espresso. Era il suo ultimo mondiale, ci è arrivato male e l’ha finito peggio. Nessuno si è accorto della sua presenza, tranne forse il suo commercialista. Provvederà Georgina a consolarlo, però è vero.

Talvolta anche i super ricchi piangono. E meno male.