Giovedì 16 Maggio 2024
LEO TURRINI
Sport

"Ferrari, per vincere serve una rivoluzione"

Mazzola, ex ingegnere di Schumi: "Non credo che Vasseur sia la scelta giusta. Resta invece va bene, ma è necessaria una leadership"

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di Leo Turrini

"Sinceramente io credo che la Ferrari da Gran Premio debba fare una rivoluzione. La F1 sta cambiando, c’è bisogno di una leadership autorevole, immersa nel mondo delle corse, perché ci vuole una figura che conosca la materia in ogni sfaccettatura".

Gigi Mazzola è stato il capo della squadra prove della Rossa nonché coordinatore dello sviluppo ai tempi d’oro di Schumi. Lasciato il Cavallino nel 2009, l’ingegnere ferrarese ha messo le sue competenze al servizio del coaching aziendale, privilegiando il concetto di prestazione. Cosa non difficile da spiegare per uno che ha lavorato con Schumacher, Prost e Valentino Rossi.

"Ho seguito l’approccio di Vale alla F1. Resto convinto che se avesse fatto il salto alle quattro ruote avrebbe vinto anche lì".

In compenso è la Ferrari che non vince più. Come mai?

"Eh, ci sono tante concause, tanti fattori. Dal mio punto di vista, dopo l’addio di una figura carismatica come fu quella di Ross Brawn, ecco, a Maranello non c’è più stato un leader in grado di amalgamare le risorse umane disponibili. E attraverso gli anni è andato disperso un patrimonio di conoscenze".

Ma in cosa ha sbagliato Mattia Binotto?

"Anzi tutto non doveva accettare il doppio ruolo, se fai il team principal non puoi anche essere il responsabile tecnico, sono competenze non sovrapponibili. E ha sbagliato la scelta di alcuni collaboratori".

I tifosi si chiedono come mai nell’arco della stagione la Ferrari non riesca a sviluppare la monoposto come Red Bull e Mercedes…

"E’ decisivo saper individuare le indicazioni che vengono dalla pista, dal week end di Gran Premio. A maggior ragione oggi che non ci sono più i test liberi e i regolamenti sono restrittivi".

Ma è una questione di uomini o di tecnologia?

"Le competenze umane sono determinanti. Quindi in Ferrari secondo me serve una rivoluzione filosofica, che metta al centro della struttura un capo autorevole che conosca le dinamiche di una vettura, che è una sinergia di componenti, dal telaio alla aerodinamica, dal motore alle gomme. E che sappia dare una mentalità vincente al gruppo di lavoro".

Sì, ma come la mettiamo con gli errori, talvolta clamorosi, commessi al muretto?

"Anche qui ci vogliono le persone giuste".

L’accoppiata Vasseur-Resta, di cui tanto si parla, è la soluzione giusta?

"Secondo me no. Per come io conosco Vasseur, ha caratteristiche diverse da quelle che io reputo indispensabili per il ruolo".

E Resta?

"Lui è in gamba, l’esperienza ce l’ha".

Cosa ci dobbiamo aspettare dai Gp del 2023?

"Non è una contraddizione con quanto ho detto fin qui: il potenziale è buono, a patto di saperlo sviluppare. La Ferrari può e deve essere competitiva per vincere".

Leclerc o Sainz?

"Servono entrambi. Vanno motivati senza creare in anticipo una gerarchia preordinata. Poi a parlare sarà la pista".

Ma Leclerc vale già Verstappen?

"Come personalità in gara non ancora…".