Zlatan Ibrahimovic, 39 anni: ieri a secco, arrivava da due gare giocate con la Svezia
Zlatan Ibrahimovic, 39 anni: ieri a secco, arrivava da due gare giocate con la Svezia
di Luca Talotta E adesso è tutto in discussione. Colpa di un bruttissimo Milan, incapace di vincere contro una Sampdoria ridotta per oltre mezz’ora in dieci e di trovare il pareggio a pochi minuti dal termine. Torna tutto in discussione, perché dopo aver salutato, nell’ordine, Coppa Italia ed Europa League ora c’è il concreto rischio di giocarsi anche la qualificazione alla Champions. A venire meno potrebbe essere in sostanza l’obiettivo minimo stagionale, che aprirebbe a quel punto clamorosi scenari...

di Luca Talotta

E adesso è tutto in discussione. Colpa di un bruttissimo Milan, incapace di vincere contro una Sampdoria ridotta per oltre mezz’ora in dieci e di trovare il pareggio a pochi minuti dal termine. Torna tutto in discussione, perché dopo aver salutato, nell’ordine, Coppa Italia ed Europa League ora c’è il concreto rischio di giocarsi anche la qualificazione alla Champions. A venire meno potrebbe essere in sostanza l’obiettivo minimo stagionale, che aprirebbe a quel punto clamorosi scenari inimmaginabili fino a qualche settimana fa: dalla riconferma del tecnico (senza Champions anche Pioli torna in discussione) al rinnovo dei contratti di Ibrahimovic, Donnarumma e Calhanoglu, tutti in stand by in attesa di avere l’ufficialità dell’approdo nell’Europa dei grandi. E, di conseguenza, la sicurezza di corposi introiti economici. È questa la realtà del Milan, dopo che per qualche settimana si era accarezzato addirittura il sogno di uno scudetto tanto clamoroso quanto incredibile.

Ma perdere un’occasione come quella di ieri è stato un errore troppo grande per una squadra che vuole tornare a recitare un ruolo da protagonista in Italia ed in Europa: avevi l’occasione di tornare, anche se solo momentaneamente, a tre punti dalla capolista Inter; e mettere indirettamente pressione sui cugini nerazzurri, impegnati da lì a poche ore a Bologna. Ora, invece, l’1-1 di ieri oltre a permettere a Conte di continuare a guardare il Diavolo dall’alto verso il basso con relativa serenità, ha complicato moltissimo il discorso Champions: "L’Inter ha nelle proprie mani lo scudetto - ha ammesso sconsolato Pioli - solamente lei può perderlo. C’è delusione e amarezza per come abbiamo giocato e non ci sono giustificazioni". E ora è vera bagarre per la corsa Champions. Atalanta, Napoli e Lazio hanno approfittato e ulteriormente accorciato la classifica e, a nove giornate dalla fine, tornano in corsa per giocarsi i tre posti rimanenti (l’Inter appare ormai lanciata) assieme ai rossoneri e alla Juve.

Di certo il Milan, se non vuole rimanere delusa da quest’annata che spesso l’ha vista protagonista in positivo, dovrà provare ad essere più costante: perché ad oggi sono quasi due i mesi di astinenza da vittorie in casa, a conferma di un Diavolo a due facce in campionato: straripante in trasferta (37 punti) ma vulnerabile a San Siro; solo 23 i punti raccolti tra le mura amiche, dove l’ultima gioia in Serie A manca dallo scorso 7 febbraio (4-0 al Crotone). In particolare, nel 2021, Pioli ha perso la metà delle gare interne (4 su 8) e fatica a trovare continuità.