Lunedì 15 Luglio 2024
YAHYA ACERBI
Calcio

Italia-Inghilterra, il confronto: perché la nostra Nazionale è meno competitiva

Il ct Mancini parla di scarso livello del nostro calcio, ecco un raffronto con la prossima avversaria degli azzurri per età dei giocatori, campionati di militanza e rose

Roberto Mancini, ct della nazionale italiana (Ansa)

Roberto Mancini, ct della nazionale italiana (Ansa)

Roma, 21 marzo 2023 - Il ct della Nazionale Roberto Mancini ha lanciato l’allarme, lamentando lo scarso livello del calcio italiano nonostante la massiccia presenza delle nostre squadre nei quarti delle coppe europee. È davvero così?

Abbiamo provato a confrontare alcuni dati per capire meglio la situazione, limitandoci alla cronaca di questi giorni. Comparando l'età media della nostra Nazionale con quella della nazionale inglese, prossima avversaria nelle qualificazioni all’Europeo giovedì a Napoli e rappresentate del campionato più importante al mondo, emerge un dato preciso. La differenza del puro dato statistico può non sembrare sostanziale, 26,5 anni è l’età media della nostra Nazionale contro i 25,4 dei britannici, a fronte di sei convocati in più per gli azzurri. Appare però evidente che i giovani convocati da Mancini sono per lo più scommesse, mentre i giovani inglesi sono già internazionalmente affermati.

E poi c’è il livello dei giocatori, che si riflette nella loro chiamata in tornei stranieri, per esempio. Tra i convocati di Southgate solo Bellingham del Borussia Dortmund non milita in Premier League, mentre nella lista azzurra ben sette giocatori competono in campionati differenti: Gnonto (Leeds) e Scamacca (West Ham) proprio in Premier League, rispettivamente quattordicesimo e diciottesimo in classifica, la novità Retegui (Club Tigre) è ventiduesimo nella Superliga argentina, Grifo (Friburgo) quarto in Bundesliga, Jorginho passato a Gennaio dal Chelsea decimo all’Arsenal capolista, oltre ai soliti Donarumma e Verratti da anni colonne portanti di Nazionale e PSG.

Tra i convocati azzurri militanti in Serie A ben sei giocatori appartengono a squadre fuori dalle prime sette posizioni in classifica, il solo Tonali a rappresentare il Milan, mentre sono due i giocatori a rappresentare la Juve, tra cui Bonucci più uomo spogliatoio che leader in campo data l’età e il poco impiego stagionale. A riprova del fatto che persino i club che per anni sono stati sinonimo di Nazionale faticano a sfornare talenti italiani e a schierarli in campo.