Diego Demme (Ansa)
Diego Demme (Ansa)

Napoli, 13 gennaio 2020 - Una sola vittoria in 11 partite e ben 3 sconfitte nelle ultime 4 sono numeri capaci di spegnere qualsiasi entusiasmo, anche quello generato dall'arrivo di nuovi acquisti. A farne le spese sono Diego Demme e Stanislav Lobotka, che sbarcano a Napoli tra indifferenza e scetticismo.

IL TEDESCO NAPOLETANO - Se per lo slovacco c'è ancora da aspettare l'evasione di alcune pratiche burocratiche, il tedesco è a tutti gli effetti un giocatore azzurro. Prelevato dal Lipsia dietro pagamento di 12 milioni (10 di base fissa e 2 di bonus), il classe '91 non rientra propriamente nei parametri del colpo di gennaio ideale di Aurelio De Laurentiis. In una stagione così travagliata, anche un presidente votato alla caccia a giovani talenti ha dovuto cedere all'urgenza di puntellare la rosa con una pedina esperta e affidabile. Sono queste due tra le migliori caratteristiche di Demme, che sta già entrando nel cuore dei tifosi per una scelta singolare: lasciare (da capitano) il club attualmente primo in Bundesliga per approdare in una squadra in crisi nera. Sarà stato merito del quinquennale da 2 milioni appena firmato o delle sue origini per via paterna (il ragazzo deve il nome di battesimo a un certo Maradona), ma Demme ha sposato la causa Napoli, dove porterà un contributo di qualità e quantità: per la prima caratteristica parla un destro interessante che all'occorrenza gli permette anche di arretrare nel ruolo di terzino. Per la seconda si rinvia a un'immagine emblematica: Demme che esulta mostrando un sorriso privo di un dente. Successe nell'aprile del 2017, quando il tedesco contro il Friburgo trovò il suo primo gol in Bundesliga, dove quest'anno finora ha collezionato ottimi numeri: 11,95 km percorsi a partita e 61,5 passaggi con una precisione (da migliorare) dell'82,6%.

LO SLOVACCO AMBIDESTRO - Ancora maggiore qualità è garantita da Lobotka, una delle poche note liete dell'annata disastrosa del Celta Vigo, che incasserà 20 milioni di base fissa più 4 di bonus. Classe '94, lo slovacco rappresenta il classico metodista che fa anche della resistenza una sua dote, come sottolineano le 90 partite disputate in 2 stagioni e mezzo in Liga. Non solo, perché grazie a un fisico piuttosto tozzo, Lobotka si dimostra resistente nei contrasti, oltre che capace all'occorrenza di muoversi senza palla. Un mediano puro, per giunta ambidestro, che dovrà vedersela con l'altro volto nuovo Demme per diventare il vertice basso titolare del 4-3-3 di Rino Gattuso.