Tour de France 2020, il percorso
Tour de France 2020, il percorso

Parigi, 15 ottobre 2019 - A sentire Egan Bernal, che ha vinto l’ultima edizione, sarà ‘diverso e piacerà molto alla gente’. Secondo Chris Froome, che cercherà di entrare nella leggenda vincendolo per la quinta volta "è il percorso più duro che ho visto in questi anni". Da qualsiasi parte lo si guardi, il Tour del 2020, che scatterà il 27 giugno da Nizza per concludersi dopo tre settimane a Parigi, ha comunque una caratteristica precisa: è disegnato per i fondisti che vanno forte in montagna. Otto tappe di montagna, con quattro arrivi in quota, e una sola crono, di 36 chilometri, anche questa in salita: sarà una corsa tosta, nella quale ogni giorno potrebbe rivelarsi decisivo.
In attesa di scoprire chi lo correrà (Froome, Bardet e Alaphilippe sicuramente, Nibali difficilmente, mentre Bernal attende di scoprire la prossima settimana il tracciato del Giro d’Italia), la Francia serve sul piatto un Tour costruito "pensando a chi ama attaccare, con salite inedite e traguardi che fin dalla prima settimana daranno indicazioni utili", come dice il direttore Christian Prudhomme, che dalla cintola in giù del suo Paese ha disegnato tappe contenute (la dodicesima, con i suoi 218 chilometri è la più corta fra quelle più lunghe di tutte le edizioni) con molta montagna (29 i colli in totale), compresi tutti i cinque massicci francesi, ma non le salite mitiche come Tourmalet, Galibier e Alpe d’Huez.


Si comincia subito, già alla seconda tappa, con il Col de Turini, salita simbolo del rally di Montecarlo: da mezzo secolo non si vedeva una scalata così presto. Primo arrivo in quota già alla quarta tappa, ad Orcieres-Merlette, teatro di una mitica sfida fra Ocaña e Merckx. La sesta frazione propone le insidie delle Cevennes con le loro gole e le loro ripide salite, l’ottava affronta tre colli pirenaici (Col de Menté, Port de Bales e Col de Peyresourde) in soli 140 chilometri: precederà l’arrivo a Pau, dove il Tour renderà omaggio a Felice Gimondi prima di affrontare il Col de La Horcieres e il Col de Marie-Blanque.

Montagne anche nella tredicesima tappa, che porterà nel Cantal con una frazione decisamente impegnativa, con quattro salite e l'arrivo inedito ai 1583 metri del Puy Mary, salita che il Tour ha già affrontato dieci volte senza però mai arrivare sul tetto dell'Auvergne. Quindicesima tappa con la Selle de Fromentel e poi il Grand Colombier, due ascese decisamente dure. Poi le Alpi, con la sedicesima tappa che propone tre scalate e l’arrivo in quota a Villard Les Lans, e la diciassettesima che sulla strada di Meribel scala il Col de La Loze, ventun chilometri che salendo a quota 2300 metri saranno il tetto del Tour de France. Cinque salite anche nella diciottesima frazione, con il piccolo Col de Fleury prima del traguardo a La Roche sur Foron. Infine l’unica crono di 36 chilometri, con la prima parte in pianura, una parte centrale in falsopiano e la parte finale che si arrampica fino ai 1035 metri de La Planche des Belles Filles, con traguardo posto prima dello sterrato affrontato nell’ultima edizione.
‘E’ un percorso bellissimo’ dice Julian Alaphilippe, grande protagonista della passata edizione, ‘è un tracciato che mi si addice: la crono finale, a casa mia, già mi esalta’, gli fa eco Thibaut Pinot, che invece la scorsa estate non è riuscito a finire la corsa per un infortunio: un messaggio di speranza ai tifosi francesi, che dal’85, vittoria di Hinault, aspettano di veder un connazionale sfilare in giallo sui Campi Elisi.