Sabato 13 Aprile 2024

Direttiva Ue Case green in dirittura d'arrivo Percorso a tappe per abbattere le emissioni

Proposta / Un cronoprogramma ammorbidito ma che deve portare alla decarbonizzazione totale nel 2050 per i Paesi membri dell'Unione Europea

La direttiva Case green stabilisce le linee guida che ogni Paese membro dovrà seguire

Future clean / renewable or alternative energy for modern living concept : House model, light bulb with green leaf, solar panel, wind mill on wood balance scale, depicts the awareness of environment.

La Direttiva Case Green si occupa di definire le linee guida che ogni Paese membro dell’Unione Europea dovrà seguire per il raggiungimento degli obiettivi climatici UE all’interno dei rispettivi piani nazionali di ristrutturazione. La Direttiva Case green altro non è che la revisione dell’Energy Performance of Building Directive (Epbd), un processo che ha visto una trattativa di tre anni e che si prepara ad essere approvato con un generale ammorbidimento dei paletti. Si va verso la decarbonizzazione totale nel 2050, accompagnata da un progressivo affrancamento dalle caldaie a metano nelle abitazioni, con divieto di utilizzo dal 2040. La necessità è impellente, visto che, secondo la Commissione Europea, gli edifici dell’UE sono responsabili del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas-serra. Un quadro che comunque ha avuto un miglioramento grazie alle politiche nazionali che negli ultimi anni hanno fornito incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici. Secondo l’Osservatorio della Community Smart Building di The European House-Ambrosetti, il patrimonio edilizio del nostro Paese è costituito all’81% da edifici che hanno più di trent’anni (+8% rispetto alla Francia e +9% rispetto alla Spagna) e il 75% degli attestati di prestazione energetica va dalla classe E in giù. In pratica l’Italia è tra i Paesi europei con il patrimonio edilizio più obsoleto. Si spiega quindi la difficoltà di rendere effettivo per tutti l’obbligo di portare tutte le abitazioni in classe E entro il 2030 e in classe D entro il 2033. La palla, quindi, passa al singolo Stato che potrà stabilire il proprio percorso per arrivare alla decarbonizzazione totale entro il 2050. La direttiva comunitaria, tuttavia, mira a semplificare l’accesso ai finanziamenti nel settore dell’edilizia, sostenendo anche la categoria dei consumatori vulnerabili per combattere la povertà energetica. L’affrancamento dalle caldaie a metano è un altro dei punti salienti della direttiva. Il divieto scatta dal 2040, ma per arrivare a questo obiettivo lo stop agli incentivi scatterà già dall’anno prossimo. Prosegue però l’incentivazione fiscale di sistemi ibridi. Per quanto riguarda l’edilizia pubblica, l’Epbd definisce che gli edifici delle pubbliche amministrazioni e i nuovi edifici occupati debbano essere a emissioni zero dal 2028. Dal 2030 tutti i nuovi edifici dovranno essere a zero emissioni.

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