Giovedì 16 Maggio 2024
CLAUDIO DESIDERI
Distretti

Monsignor Angelo Spina: "Loreto cuore delle Marche. Accoglienza e relazione sono le chiavi del turismo"

L’arcivescovo di Ancona-Osimo: nel santuario ogni anno arrivano milioni di persone "ll calore della gente e la ricchezza della storia: in questa terra c’è il meglio dell’Italia" .

Monsignor Angelo Spina: "Loreto cuore delle Marche. Accoglienza e relazione sono le chiavi del turismo"

Monsignor Angelo Spina: "Loreto cuore delle Marche. Accoglienza e relazione sono le chiavi del turismo"

Monsignor Angelo Spina è stato ordinato sacerdote il 5 gennaio 1980. Nel 1999 è divenuto parroco dell’antica cattedrale di Bojano, dove ha promosso interventi di ristrutturazione e la realizzazione di un ciclo pittorico; nel 2005 è stato nominato vicario episcopale per il santuario dell’Addolorata di Castelpetroso. Ha dedicato molto di se alla scuola e alla formazione dei giovani, ha insegnato per ventisette anni nei licei, si è distinto come giornalista, scrittore e poeta. Nominato vescovo di Sulmona da Papa Benedetto XVI, ha fatto l’ingresso in diocesi il 23 giugno 2007, quindi è stato nominato da Papa Francesco arcivescovo metropolita di Ancona-Osimo, facendo ingresso nella arcidiocesi il primo ottobre 2017. È delegato della Conferenza episcopale marchigiana per turismo, sport, tempo libero, comunicazioni sociali e cultura. Monsignor Spina, il turismo è un settore economico di forte importanza. Come promuovere un territorio come il nostro ricco di tante attrazioni?

"Il turismo, prima di essere una fonte economica, è soprattutto un dato umano e culturale. Ponendo le basi del dato storico, culturale e paesaggistico, produce anche economia, ma il primo valore è l’essere umano con la sua cultura, con le sue tradizioni e il territorio in cui vive". Qual è l’elemento fondamentale che dovrebbe caratterizzare il settore del turismo?

"Il fattore fondamentale deve essere l’accoglienza e poi la relazione umana, che conduce a cogliere la bellezza di un luogo e quello che esso esprime attraverso secoli di storia e cultura". Le vacanze sono un momento importante per il riposo e la spensieratezza. Come sfruttarle al meglio?

"Oggi le vacanze sono necessarie e non sono il tempo dell’ozio, ma il tempo per dare al corpo un riposo dovuto, un riposo alla mente e anche un riposo al cuore. Quindi le vacanze servono a cogliere la bellezza in cui uno si trova, il paesaggio, i monumenti d’arte che sa cogliere, e soprattutto a creare le relazioni tra le persone. A volte la vacanza prende senso proprio quando incontriamo amici o conoscenti di vecchia data, che ci ristorano il cuore e poi l’anima".

Lei parla di incontro, contatto, accoglienza, che sono alla base del turismo. Come si muove la Chiesa diocesana?

"Proprio perché nel turismo è importante l’accoglienza, l’arcidiocesi di Ancona-Osimo in questo è maestra, sa dare spazio a chi viene, promuove l’accoglienza con cordialità e ha aperti tanti luoghi importanti come le chiese, le chiese storiche, i musei diocesani con i loro tesori artistici e quanto di bello e di buono c’è nel territorio, nonché le belle tradizioni che si vivono nella nostra terra, che hanno sempre un buon sapore popolare". Nelle Marche c’è il santuario mariano di Loreto. Quanto il turismo religioso può aiutare lo sviluppo di un territorio?

"Il santuario di Loreto è il cuore delle Marche. In chiave turistica ogni anno vi arrivano milioni di persone, che dal santuario poi si spostano, vanno nei dintorni per visitare le tante bellezze che hanno le Marche, dal mare ai monti, dalle grotte alle città d’arte. Essendo un punto di attrazione religioso, permette anche una diversificazione nel territorio molto importante per lo sviluppo turistico della regione".

Il turismo religioso è una condizione essenziale per i credenti, ma ricopre anche un valore storico e culturale di grande importanza. Come va valorizzato?

"Più che parlare di turismo religioso, che ha una sua valenza, occorre parlare di pellegrinaggio, il cammino che l’uomo fa recandosi in un santuario, un luogo sacro. Questo cammino fatto a piedi, su quattro ruote o in altro modo, è soprattutto un cammino interiore nel quale l’essere umano ritrova le sue radici e risponde alle domande di senso: ’chi sono, da dove vengo e dove vado’. Ora la bellezza che abbiamo nelle Marche da questo punto di vista è impareggiabile. Loreto è sì una tappa di grande riflessione per i credenti ma anche per persone laiche". Il settore del turismo annovera un grande numero di operatori, lavoratrici e lavoratori. Quale messaggio invierebbe?

"Sono il biglietto da visita per il turista che viene in visita nella nostra regione. Chiunque opera nel settore del turismo deve mettere al primo posto la gentilezza, la sensibilità, l’accoglienza, l’attenzione e la premura. Tutto questo rappresenta la qualità del turismo, vale a dire l’accoglienza e anche la relazione".

Che cosa direbbe a un turista che sceglie il nostro territorio per una vacanza?

"Mi complimenterei con lui perché ha scelto bene, venendo in una terra dove c’è di tutto, di più e il meglio d’Italia. La nostra terra, ‘bellezza infinita’, vi accoglie con il calore della sua gente, la ricchezza della sua storia, le meraviglie della natura e i capolavori dell’arte. La nostra chiesa locale di Ancona-Osimo, aperta, solidale, radicata in una storia spirituale, di fede, ha consegnato nel tempo chiese meravigliose e i luoghi dello spirito".