La riabilitazione è una fase decisiva nel percorso di guarigione da un trauma al ginocchio. "È importante – spiega Maurilio Marcacci – sfruttare al massimo il potenziale di recupero insito in ciascuno per tornare alla piena padronanza dell’articolazione. La prima regola è non forzare assolutamente la ripartenza se si avvertono ancora dolori anche minimi e concedere all’organismo il giusto tempo per la ripresa".

Il percorso riabilitativo varia a seconda del tipo di lesione ed è quindi preceduto dalla guarigione completa del ginocchio. "In quest’ottica – prosegue Marcacci – lo specialista può decidere di prescrivere l’utilizzo di ginocchiere, tutori di sostegno messi a punto per favorire il processo ricostruttivo nella fase di immobilizzazione post trauma o post operatoria e promuovere la ripresa della flessibilità articolare, in attesa delle sedute di fisioterapia". Esistono vari modelli di ginocchiere a seconda della tipologia di supporto necessaria: ginocchiere semplici, simili a tubolari in maglia elastica o modelli più complessi e articolati, con stecche alte per bloccare la flessione.

"Le principali finalità di un percorso di riabilitazione che segue un infortunio o un intervento al ginocchio – illustra l’esperto – sono ristabilire la tonicità dei muscoli della gamba, la forza dei muscoli della gamba e recuperare il corretto movimento dell’articolazione. È importante anche lavorare sulla ripresa del controllo neuromotorio e dell’equilibrio".

Il protocollo di rieducazione del ginocchio prevede l’interruzione di tutte le attività che sovraccaricano l’arto; nelle prime fasi della riabilitazione è consigliabile svolgere esercizi in acqua, in assenza di gravità in scarico. Chi frequenta le piscine deve evitare di nuotare a rana, anche con l’ausilio della tavoletta, perché lo stile implica movimenti che il corpo non è ancora in grado di compiere.

Le tecniche utilizzate per la riabilitazione del ginocchio sono numerose; gli esercizi più comuni sono quelli di stretching dolce. Il più elementare è quello per cui con il sostegno di un muro a cui appoggiarsi, si estende la gamba posteriore, fino a quando il ginocchio lo consente. Altro esercizio consiste nell’afferrare posteriormente il piede e tirarlo fino all’altezza del gluteo, flettendo il ginocchio al massimo. Il fisioterapista può consigliare inoltre esercizi attivi sia a corpo libero che contro resistenze specifiche.

Loredana Del Ninno