Tutte le persone, in periodo di epidemie, dovrebbero mantenere le distanze, per evitare di intercettare starnuti o colpi di tosse. Queste sono le misure comuni di distanziamento di cui parla l’Istituto Superiore di Sanità.

Non appena i sanitari entrano in contatto con un caso confermato di Covid-19 vengono però investiti da una sequenza di doveri burocratici che non finisce più. I team devono indossare un apposito vestiario, seguire norme igieniche straordinarie, annotare e monitorare una mole enorme di parametri nei giorni successivi all’ultima visita al caso confermato, caso che deve rimanere in isolamento fino a quando l’infezione avrà esaurito il suo corso. Guarigione che deve essere corroborata da assenza di sintomi, negatività al tampone ripetuto due volte a distanza di 24 ore e risultati negativi per presenza di Sars-CoV-2 prima della dimissione ospedaliera. La pulizia degli ambienti sanitari è cruciale perché i Coronavirus, inclusi i virus della Sars e della Mers, possono persistere, a seconda, da poche ore fino a qualche giorno.

I virus di cui parliamo vengono inattivati da adeguate procedure di sanificazione che includono l’utilizzo dei comuni disinfettanti di uso ospedaliero, quali candeggina (ipoclorito di sodio), alcol etilico (etanolo) o acqua ossigenata (perossido) per un tempo di esposizione adeguato.

Alessandro Malpelo