La diagnosi precoce del melanoma in presenza di lesioni sospette è un banco di prova per il medico. Accanto alle tecniche collaudate, ora si affianca

la microscopia laser confocale. Uno studio presentato dal professor Giovanni Pellacani al World Congress of Dermatology ha mostrato più elevati livelli di accuratezza diagnostica in presenza

di lesioni equivoche. Lo studio, finanziato dal Ministero della Salute, ha coinvolto tre centri con oltre 6mila casi, e ha preso in considerazione due gruppi di pazienti, uno indagato con l’uso della sola dermatoscopia, l’altro anche con l’utilizzo di microscopia laser confocale. In quest’ultimo caso la percentuale di riconoscimento di lesioni benigne, quindi di interventi chirurgici risparmiati,

è risultata del 64%. "In questo modo - ha spiegato Pellacani - possiamo togliere meno nevi e più melanomi, con un risparmio stimato di 200 mila euro per milione di abitanti ogni anno per il Sistema Sanitario Nazionale"..