Giovedì 11 Aprile 2024

Uccisi i quattro cavalli in fuga a Tarquinia. L’Oipa minaccia azioni legali: “Vogliamo vederci chiaro”

Gli animali vagavano da giorni nella Tuscia, in provincia di Viterbo. Mercoledì il sindaco ne aveva disposto la cattura attraverso la sedazione, invece ieri sono stati recuperati senza vita

I cavalli vagavano da giorni nella zona della Tuscia

FABRIZIO ZANI FOTOGRAFO

Roma, 30 marzo 2024 – Quattro cavalli uccisi a colpi di arma da fuoco mentre vagavano nella Tuscia. Sfuggiti da un allevamento, da giorni stavano seminando il panico nella zona Tarquinia: molti automobilisti li avevano avvistati lungo la statale Aurelia Bis.

“Sono state effettuate numerose segnalazioni riguardanti l’avvistamento”, ha scritto il sindaco Alessandro Giulivi nell’ordinanza con la quale, il 27 marzo, ne ordinava la cattura attraverso la sedazione. Invece, ieri sono stati recuperati senza vita da un’azienda specializzata. Immediata la reazione degli animalisti: “Vogliamo vederci chiaro, non escludiamo ulteriori azioni legali”, annuncia l’Oipa.

Cosa è successo a Tarquinia

Sfuggiti da un maneggio della zona, i quattro cavalli vagavano da qualche giorno nelle campagne di Tarquinia, nel Viterbese. Il 27 marzo il sindaco Alessandro Giulivi ha firmato un’ordinanza “per eliminare rischi per la pubblica incolumità determinati dalla presenza nel Comune e in prossimità di strade" degli animali. Dopo due giorni di ricerche, ieri i cavalli sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco. A renderlo noto è l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), che ora minaccia azioni legali.

Oipa: “Perché sono stati uccisi?”

L’Oipa annuncia "un’immediata richiesta di accesso agli atti per conoscere i dettagli della vicenda e del perché non si sia riusciti a catturarli, sedarli e riportarli nel controllo del proprietario".

“Vogliamo vederci chiaro – continuano gli animalisti – vogliamo sapere se sono state messe in atto tutte le azioni necessarie a un recupero incruento dei cavalli e quali fossero gli effettivi e immediati pericoli per la pubblica incolumità che hanno portato a questo brutto finale. Alla luce dei fatti, non escludiamo ulteriori azioni legali”.