Mercoledì 29 Maggio 2024
MARCELLA COCCHI
Politica

Luca Zaia: una polizza nazionale contro le catastrofi. Necessario anche un piano di prevenzione

Il governatore del Veneto: “lo Stato può pagare il 75% del premio. Servono investimenti che abbiano scadenze di 15-20 anni. Bonaccini commissario? Non metto alcun veto, ma sceglie Meloni"

Luca Zaia

Luca Zaia

"È arrivato il tempo di pensare e realizzare un piano Marshall per le opere idrauliche contro il dissesto idrogeologico, che valga per tutt’Italia e, soprattutto, che sia di altissimo respiro".

Luca Zaia, cosa significa per lei di alto respiro?

"Significa immaginare qualcosa – risponde il governatore leghista del Veneto – che la politica e gli stessi cittadini di solito non fanno, ossia investimenti a scadenza di 15-20 anni. Ma è fondamentale far capire a tutti che, di fronte al cambiamento climatico, non saremo mai win-win".

Non si può vincere quindi?

"Dobbiamo aumentare il nostro livello di sicurezza ma non saremo mai invincibili davanti alla natura né indenni dalle calamità. La mia proposta, quindi, è di lavorare a livello nazionale per una polizza catastrofale che risponda a una visione mutualistica. Si tratta di un esperimento portato avanti anche da altri Paesi, come la Francia".

In Veneto c’è?

"No. Dopo l’alluvione del 2010 ho tentato di capire come poterla fare, ma la massa assicurabile di 5milioni di abitanti è troppo piccola per diluire il rischio delle compagnie di assicurazione. Questa sarebbe la via per ammortizzare i 2 miliardi di danni all’anno registrati in Italia".

Ha un’idea di come potrebbe funzionare?

"Io l’ho già fatta per l’agricoltura, quando ero ministro, ed esiste ancora. Lo Stato paga il 75% del premio assicurativo per la grandine e si istituisce il principio che l’assicurabile non è indennizzabile. Vuol dire che un agricoltore che non si assicura, approfittando di questa opportunità, risponderà da sè dei danni della stessa grandine".

È un modo per chiedere ai cittadini di pagare anche di tasca propria per combattere il cambiamento climatico?

"Ripeto, va vista come un’opportunità per i cittadini di assicurarsi a bassissimo costo contro eventi che sono più grandi di una singola regione e di un singolo Stato".

Il governo ha stanziato 2 miliardi per l’Emilia Romagna, la Commissione Ue ha promesso altri milioni dal fondo di solidarietà europeo, ma il problema resta sempre lo stesso: si parla di soldi per l’emergenza non per la prevenzione.

"Nessun governo ha mai stanziato tanto in fretta non solo tanti soldi per l’emergenza, ma anche per la ricostruzione dell’Emilia Romagna".

Però, scusi governatore, di fronte al fatto che anche nel momento in cui parliamo c’è stato un altro morto per il maltempo (in Irpinia) e al fatto che a Brescia sono piovuti ieri 65 millimetri di pioggia in un’ora, non pensa che sia prioritario cambiare passo?

"Torniamo al piano Marshall di cui parlavo prima che, sì, per me sarebbe la priorità dell’Italia. Ma il governo ha fatto tantissimo, compreso il nuovo codice civile degli appalti voluto dal ministro Salvini per velocizzare le trattative sugli interventi fino a 500mila euro".

Il Ponte sullo stretto secondo lei era più importante del dissesto idrogeologico?

"Non metterei in contrasto tra loto due temi ugualmente importanti".

Lei crede a chi dice che piene e siccità sono colpa nostra?

"Alcuni comportamenti dell’uomo hanno peggiorato un cambiamento climatico che è sotto gli occhi di tutti: se in montagna ci sono i fossili marini vorrà dire qualcosa, no? Detto questo, mi sono preso la briga di contare gli eventi estremi dal 2020 a oggi: 53 alluvioni in Italia, con 257 morti. E ricordo che nel 1966 gli angeli del fango c’erano già a Firenze. Quindi, serve obiettività".

Nel suo Veneto, i bacini di laminazione hanno aiutato nel 2018 per la tempesta Vaia...

"Dopo l’alluvione del 2010 ho messo a terra un piano da 2 miliardi e 700milioni di euro, in 13 anni ho realizzato 2800 opere, delle quali 10 bacini già finiti e 13 in lavorazione".

Allora può fare lei il commissario delle alluvioni.

"Ma no, figuriamoci, la nomina è governativa ed è logico così, dato che l’esecutivo ci mette i soldi. Dopo di che, da parte mia, non c’è veto nei confronti di nessuno, purché si faccia presto".

Quindi nessun veto, nemmeno per Stefano Bonaccini?

"Vale la mia dichiarazione precedente e si deve fare presto".