Tommaso Foti (FdI): "Mai visto uno sciopero contro una modifica della Costituzione"

"Il leader della Cgil Landini ha fatto un intervento prevalentemente da politico. Se il premierato non avrà i voti parlamentari saranno i cittadini a decidere"

Il capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia, Tommaso Foti
Il capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia, Tommaso Foti

Roma, 29 novembre 2023 – Onorevole Tommaso Foti, presidente dei deputati di Fratelli d’Italia, le parole del ministro Crosetto su “l’opposizione giudiziaria” sono spia di una nuova disputa tra politica e magistratura? "Non c’è alcun argomento di disputa. Un governo a guida di FdI non può che essere al fianco dei servitori dello Stato, magistrati compresi. Se poi c’è una piccola parte della magistratura, in tutta evidenza politicizzata, che deve far il controcanto al governo a prescindere, è un problema di quest’ultima. Lo dico perché mi pare che trascenda dal dibattito di natura giuridica a quello politico definire la proposta di riforma costituzionale un pericolo per la democrazia". La riforma sul premierato, col referendum che si profila come possibile snodo della legislatura, è insomma il vero tema del contendere?

"Se la riforma non troverà i necessari voti parlamentari per ovviare al referendum, penso che saranno poi i cittadini a valutare in scienza e coscienza cos’è meglio per questo Paese. L’alternativa è semplice: o si vota affinché le scelte dell’elettorato siano rispettate oppure si lascia che siano i giochi di Palazzo a mortificare il voto dei cittadini".

Anche il leader della Cgil Landini insiste sulla difesa della Costituzione. Sta germinando un’opposizione nel Paese in vista del referendum?

"Siamo un po’ sulla stessa strada. Anche Landini ha utilizzato lo sciopero generale, che nella sua accezione principale dovrebbe esser volto a migliorare le condizioni dei lavoratori, per un intervento prevalentemente da politico. Senza neanche nasconderlo. Non ho mai visto uno sciopero contro una proposta di modifica dell’ordinamento costituzionale. È un’innovazione assai curiosa". Quasi tutte le obiezioni sulla riforma, anche dal centrodestra, vanno a parare al sistema tedesco. Perché escluderlo?

"A ben vedere è stato il sistema in cui si è sperimentata la contraddizione vissuta anche da noi: gli opposti che governano insieme. Non penso perciò che possa esser sinonimo della volontà popolare come gli elettori l’esprimono. L’elezione diretta del premier, invece, non solo dà immediata attuazione al voto, in quanto decide il Capo del governo, ma fatalmente condiziona anche la maggioranza ad esser allineata". Le grandi coalizioni sono tuttavia eccezioni in un sistema assai stabile e dove il premier nomina i ministri. Non potrebbe esser il modello per superare le divisioni e varare una riforma condivisa? "Non si può fare il Cancellierato senza intervenire su un ambito molto più ampio rispetto alla nostra proposta. Per di più è una formula che non può soddisfarci, in quanto non presidenzialista. Se in Italia si possono eleggere direttamente sindaci e governatori, non si vede perché non anche il Capo del governo. In quest’ottica abbiamo proposto il premierato. Chi vuole aderire a un’intesa sulle riforme, deve necessariamente lavorare sul disegno di legge sottoposto al Parlamento". L’incontro coi sindacati non ha sortito novità, ma sulle pensioni il governo correggerà la manovra? "Intanto sulla Finanziaria mi pare plastica e rilevante la divisione dei sindacati, tra il giudizio preconcetto di Cgil e Uil e quello ponderato della Cisl. È fisiologico poi che il governo possa rivedere al meglio qualche parte della legge di bilancio". Il Pd accusa Meloni di introdurre un nuovo balzello per la fine del mercato tutelato delle bollette... "Si supera il ridicolo nel sentir tali accuse. Può darsi che Schlein non ne fosse informata, ma la liberalizzazione del mercato delle utenze è una cosa voluta dal Pd di cui è segretaria, con precedenti illustri durante i governi Renzi e Draghi. E sarebbe opportuno ricordare che inopinatamente, col voto favorevole del Pd e quello contrario di FdI, era stata inserita anche come obiettivo del Pnrr".

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