Il vicepremier Tajani: "Regionali, niente veti: un moderato può vincere in Emilia-Romagna"

Il ministro degli Esteri: nessun partito vince da solo, io non ho pregiudizi". Tutte le regioni sono contendibili, anche schierando candidati civici Non lasceremo sole le imprese colpite dall’alluvione dello scorso maggio"

Il vicepremier Tajani

Il vicepremier Tajani

Bologna, 11 gennaio 2024 – ”Dal 1994 andiamo uniti... Non pongo veti e non voglio veti sulle candidature".

Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, è convinto che la quadra nel centrodestra sulle Regionali si troverà. E, al di là del caso Sardegna che più sta mettendo alla prova i rapporti tra Fratelli d’Italia e Lega, lo sguardo va all’Emilia-Romagna, colpita dall’alluvione di maggio, dove Tajani sarà domani e sabato. Un tour che partirà dalla Romagna e che approderà sabato in Emilia: in previsione diversi incontri con imprenditori, aziende, cittadini e volontari. Con una certezza: "La seconda regione italiana per valore di beni esportati (dopo la Lombardia e prima del Veneto), con oltre 84 miliardi di euro di export nel 2022 che concorre al 13,7% delle esportazioni nazionali, è contendibile".

Ministro, crede davvero che in Emilia-Romagna il centrodestra possa fare il colpaccio?

"C’è ancora tempo per le Regionali, il governatore non si è ancora dimesso. In Emilia-Romagna vengo per ascoltare, ma sono convinto che ci siano le condizioni per il centrodestra per vincere con un candidato di area moderata, un civico".

Terzo mandato sì o no?

"Ci sono molte perplessità sul terzo mandato, anche negli Usa c’è un limite. Il presidente di Regione ha molto potere, forse più di tutti sul territorio. Le leggi non si fanno su Bonaccini, Zaia o Emiliano".

Perché il Pd può perdere l’Emilia-Romagna secondo lei?

"Basta guardare l’andamento nazionale: si vince al centro. Ad Ancona, infatti, abbiamo avuto la meglio con un candidato azzurro, così come a Brindisi".

Sulla Sardegna teme rotture fra Fratelli d’Italia e Lega?

"Ripeto: siamo uniti dal 1994. Anche qui si troverà una soluzione".

Che cosa ne pensa dell’ipotesi di far gestire la partita delle candidature del centrodestra a Fratelli d’Italia sulle regioni rosse?

"Nessun partito vince da solo. Vince la coalizione, ognuno è indispensabile. Non ho alcun pregiudizio. Non pongo veti e non voglio veti sulle candidature".

In Emilia-Romagna, però, tra imprese e cittadini c’è un certo malcontento per via della lentezza dei rimborsi: non pensa che possa avere ripercussioni sulle elezioni?

"Stiamo facendo tutto quello che c’era da fare. Parliamo di soldi pubblici, non si può agire a cuor leggero come è successo con il Superbonus. Servono le giuste cautele, ovviamente evitando tempi biblici e lentezze. Ma come ministero degli Esteri abbiamo fatto il massimo per le imprese, erogando 21,4 milioni di euro in ristori per le aziende alluvionate dell’Emilia Romagna. Lo spiegherò anche venerdì (domani, ndr ) e sabato nei miei incontri: il tessuto produttivo dell’Emilia-Romagna è costituito da circa 372mila attività. Di queste, circa 20mila sono imprese esportatrici. E non le lasciamo sole".

Insomma, i soldi ci sono?

"Ogni impresa può ricevere complessivamente un indennizzo di 5 milioni di euro. Sono esclusi i settori dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca. La disponibilità di finanziamenti è molto ampia: fino a 700 milioni di euro. E abbiamo deliberato ed erogato 57 operazioni di cui 54 per danni diretti e 3 per perdita di reddito. Non dimentichiamo che dal 21 novembre le aziende che hanno subito perdite di reddito nei sei mesi precedenti derivanti dall’alluvione possono infatti fare una domanda al riguardo, dopo una certificazione della perdita di reddito a cura di un perito individuato dall’impresa".

Prima delle Regionali, però, ci sono le Europee. Alla fine è vero che non si candiderà?

"Non ho preso alcuna decisione. Prima c’è il congresso di Forza Italia il 23 e il 24 febbraio. Non sono certo preoccupato per le preferenze: ho già fatto il capolista alle Europee. La mia perplessità sulla corsa, piuttosto, è sul fatto che toglierei tempo alla mia attività di governo".

Matteo Salvini, infatti, ha deciso di non correre. Giorgia Meloni, invece, sembra tentata.

"Ne parleremo. E comunque non do consigli né a Salvini, né a Meloni. Il fatto che un leader si candidi per Bruxelles è già successo tante volte. In ogni caso, ricordo che mancano sei mesi alle elezioni. Ora ci sono questioni molto importanti su cui lavorare: dal conflitto in Ucraina a quello in Medio Oriente...".

Su Acca Larentia, invece, Meloni dovrebbe intervenire?

"La risposta del governo mi sembra che sia già arrivata. Ne ha parlato in Aula il ministro Matteo Piantedosi e anche Forza Italia ha condannato l’episodio. Ma lo ripeto per estrema chiarezza: siamo lontani mille miglia dal fascismo".