Mercoledì 22 Maggio 2024
ANTONELLA COPPARI
Politica

Il ritorno di Silvio Berlusconi: "Sto recuperando le forze. Marta è stata un angelo. Pronto a fare la mia parte"

Il leader di Forza Italia: con Meloni mi sento sempre per ragionare sulle scelte da compiere. "Sull’alluvione il governo è intervenuto subito, ora la burocrazia non blocchi la ricostruzione"

Sul suo ritorno al centro del campo non ci credeva nessuno. Invece ad uscire di scena o anche solo a mettersi ai margini della scena, Silvio Berlusconi, fondatore e leader di Forza Italia, non ci pensa per niente.

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi

Presidente, come sta? Come procede il recupero?

"Sto meglio, grazie. Il recupero procede. Sto impegnandomi per recuperare le forze. Ci vuole tempo ma ogni giorno miglioro".

Ha trascorso quarantacinque giorni in ospedale durante i quali molti hanno pensato che fosse spacciato. Che effetto le fa essere tornato sulla terra?

"Che dirle, se qualcuno mi ha dato per spacciato, si è decisamente sbagliato ed anzi come è noto questi infortuni allungano la vita. Io non mi sono mai sentito finito, ho sempre avuto fiducia nell’aiuto del Cielo e nella professionalità dei medici e del personale sanitario del San Raffaele. A loro sono molto grato, nonostante abbiano tentato – inutilmente – di impedirmi di lavorare per le elezioni amministrative".

Lei ha raccontato di aver ricevuto tantissimi messaggi affettuosi. Qual è stato il più inatteso?

"Quello di una figura storica molto nota della sinistra – di cui non faccio il nome per non metterlo in imbarazzo – che mi ha scritto queste parole: “Io l’ho sempre combattuta e continuerò a combatterla. Ma la politica italiana non sarebbe la stessa se lei smettesse di occuparsene. Si aprirebbe un vuoto incolmabile per la democrazia. Per questo le auguro di tornare presto“".

In certi momenti drammatici, quali sono stati quelli che ha vissuto lei, spesso si fanno bilanci. Li ha fatti anche lei? A bocce in movimento, c’è qualcosa che rimpiange?

"“Non, rien de rien. Non, je ne regrette rien“, come diceva la bellissima canzone di Edith Piaf. No, niente di niente, non rinnego niente. Sono orgoglioso di quello che ho fatto nella vita, ho costruito quartieri modello, città giardino all’avanguardia, in anticipo sui tempi e che sono tuttora studiate da architetti e urbanisti di tutto il mondo, ho regalato agli italiani il pluralismo televisivo con un’offerta gratuita di programmi giornalistici e di intrattenimento di qualità, ho vinto nel calcio quello che nessun altro Presidente di Club ha mai vinto al mondo, ho dato una casa politica ai liberali, ai cristiani, ai garantisti, agli europeisti, agli atlantisti che l’avevano persa dopo gli anni bui di tangentopoli. Ho avuto l’onore di guidare il mio Paese, il Paese che amo, per 10 anni e di rappresentarlo nel mondo. E, la cosa più importante di tutte, ho una donna ’unica’, al mio fianco, ho cinque figli straordinari, ho 16 nipoti adorabili. Certo, come ogni essere umano avrò commesso degli errori, ma non ho rimpianti. E comunque ho ancora tanti obbiettivi da realizzare per il bene del Paese".

Sia politicamente sia personalmente sua moglie, Marta Fascina, è stata onnipresente, non ha mai lasciato l’ospedale finché non è stato dimesso. È un rapporto personale che si allarga alla politica, o la politica e il personale sono due piani distinti?

"Marta è stata davvero il mio angelo custode. Del resto, con i suoi lunghi capelli biondi ha davvero le sembianze di un angelo. Se avessi avuto bisogno di una prova del suo amore incondizionato – ma non ne avevo alcun bisogno – l’avrei avuto in queste settimane. Ed è un amore totalmente ricambiato. Questo però non ha nulla a che fare con la sua passione politica. Marta ed io parliamo ovviamente spesso di politica, ma sono due piani davvero distinti".

Quando è stato ricoverato aveva appena impresso una svolta al partito: riprenderà l’opera di rinnovamento interrotta dalla malattia? Come?

"L’opera di rinnovamento non si è affatto interrotta. Ho continuato a occuparmene dall’ospedale. Forza Italia si rinnova sempre, dal 1994 a oggi, senza rottamare nessuno. Continueremo a farlo, per preparare le elezioni europee e dar vita a una presenza capillare, con un portabandiera in ogni comune italiano".

Forse con una certa semplificazione giornalistica la svolta del suo partito è stata definita ’governista’: lei condivide questa definizione?

"Mi scusi, ma non soltanto siamo un partito di governo, siamo quelli che hanno creato il centro-destra. Che altro dovremmo essere, se non i più leali e coerenti sostenitori dell’ottimo lavoro del presidente del Consiglio, col quale del resto collaboriamo attivamente?".

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Giorgia Meloni le ha chiesto dei consigli da quando è Palazzo Chigi?

"Giorgia è sempre in contatto con me. Ovviamente ci sentiamo spesso per ragionare insieme sulle scelte da compiere, che poi sono sempre pienamente condivise".

Durante i suoi governi, lei si è dovuto confrontare con emergenze terribili come, ad esempio, il terremoto dell’Aquila. Di fronte al dramma che scuote l’Emilia-Romagna, c’è qualcosa di più o di diverso che avrebbe fatto?

"Per ora mi sembra che il governo sia intervenuto con assoluta rapidità e con adeguate risorse. Ora l’importante è che la burocrazia non rallenti la fase della ricostruzione. Bisogna concentrarci su questo. Lo meritano le popolazioni della Romagna e dell’Emilia che di fronte alla catastrofe hanno dimostrato grande senso civico e voglia immediata di ripartire. E mi dicono che le spiagge sono già pronte ad accogliere i turisti".

Si discute molto di riforme: tra premierato e elezione diretta del presidente della Repubblica cosa sceglierebbe?

"L’elezione diretta del Presidente è una nostra battaglia storica, l’ho proposta fin dal 1995, ma siamo disposti ad accettare la formula che raccoglie più consensi, a patto che sia salvaguardato un principio: quello che siano i cittadini a scegliere chi deve guidare l’esecutivo".

Da uomo di azienda oltre che di partito, come considera la situazione del Pnrr? Cosa bisognerebbe fare?

"Continuare a lavorare per utilizzare al meglio le risorse del nuovo piano Marshall che l’Europa ci ha offerto. Ciò è accaduto, se posso ricordarlo, anche grazie al mio personale impegno con i miei colleghi leader del Ppe. Naturalmente con il passare del tempo alcuni aggiustamenti si sono resi necessari, ma non vedo problemi difficili da superare".

Domenica e lunedì ci sono i ballottaggi: cosa si aspetta da questo turno di amministrative?

"Vi sono molte città in bilico. Se gli elettori andranno a votare, possono scegliere il modello di buongoverno del centro-destra. Non è solo un fatto importante sul piano politico nazionale, è prima di tutto una scelta fondamentale per il futuro delle nostre città, delle nostre famiglie e dei nostri figli che ci devono vivere".

Intanto, l’affluenza continua a calare: c’è modo di convincere gli elettori ad andare ai seggi?

"Dico che in una democrazia il voto non è soltanto un diritto, è anche e soprattutto un dovere perché se non si va a votare si mette a rischio la democrazia. Quindi, lo voglio ripetere, andate tutti a votare e, naturalmente, votate per noi, per Forza Italia".