Giovedì 20 Giugno 2024

"Salari in base al costo della vita". La proposta della Lega infiamma l’opposizione

"Salari in base al costo della vita". La proposta della Lega infiamma l’opposizione

"Salari in base al costo della vita". La proposta della Lega infiamma l’opposizione

Il costo della vita potrebbe entrare tra i parametri di riferimento della contrattazione decentrata, quella cioè che riguarda il livello territoriale o il livello aziendale. A rilanciare un tema dibattuto nel mondo accademico e in quello sindacale è la Lega, con un disegno di legge firmato dal capogruppo in Senato Massimiliano Romeo (in foto) e da tutti i senatori leghisti. Una proposta che ha suscito una reazione negativa delle opposizioni, che accusano il partito di Matteo Salvini di voler "spaccare il Paese", e anche della Cgil: "siamo alle gabbie salariali", commenta il sindacato guidato da Landini. Il ddl della Lega, spiega lo stesso Romeo, mira a "dare la possibilità alla contrattazione di secondo livello, territoriale e aziendale, di utilizzare il parametro del costo della vita, oltre a quelli già previsti per legge, nell’attribuzione dei trattamenti economici accessori ai dipendenti pubblici e privati". La contrattazione decentrata non può intaccare lo stipendio pattuito dal contratto nazionale ma può riguardare tutte le altre voci integrative, dai premi di produttività ai ticket. "Chiaramente, il principio della parità retributiva non viene meno – sostiene Romeo –. Parliamo infatti di trattamenti economici accessori, che possono essere così riconosciuti ai dipendenti valutando anche il diverso impatto che l’incremento dei costi dei beni essenziali ha sui cittadini, così come si evince dagli indici Istat".