Giovedì 13 Giugno 2024
ELENA G. POLIDORI
Politica

Premierato. Tensione in Aula. L’opposizione sventola la Carta

A Palazzo Madama maggioranza preoccupata. L’ostruzionismo può rallentare l’iter della riforma.

"Bene, bravi, sventolate tutti la Costituzione. Ottimo!". Ignazio La Russa ha salutato con sarcasmo la prima, plateale, protesta che ha accompagnato l’inizio della discussione, in Senato, del ddl sul premierato. Durante la votazione di uno dei primi emendamenti contro la norma che prevede l’abolizione dei senatori a vita, i parlamentari di Pd, M5s e Avs hanno sventolato una copia della Costituzione, ma la tensione è salita ancora quando sempre il presidente del Senato ha applicato una sorta di "mini-canguro" accorpando la votazione su emendamenti dell’opposizione di contenuto simile sul numero dei senatori a vita. È successo un putiferio, ma La Russa ha replicato: "Stiamo applicando una regola di buon senso, poiché ci sono diversi emendamenti che propongono ad esempio di aumentare il numero di senatori a vita". Alla protesta delle opposizioni, alcuni esponenti della maggioranza hanno risposto con un ironico applauso, altri hanno brandito a loro volta alcune copie della Carta, ma alla fine l’emendamento soppressivo dell’articolo uno del ddl è stato bocciato. Un andamento, quello di ieri, che preoccupa FdI e la ministra Maria Elisabetta Casellati: un ritmo troppo lento, si sostiene, tanto che al termine della giornata, i voti effettuati sono stati una manciata a fronte dei circa 3mila emendamenti delle opposizioni. Si è discusso anche di legge elettorale legata alla riforma, nella parte riguardante il premio di maggioranza. Ma ancora sembra non esserci chiarezza su questo punto, né sull’eventuale ballottaggio. Insomma, avanti adagio sul ddl, con le opposizioni che minacciano: "Abbiamo cominciato la nostra battaglia contro la riforma costituzionale del governo – ha detto il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia – che vuole trasformare la nostra democrazia parlamentare in una ‘capocrazia’, per questo terremmo inchiodata in Senato questa maggioranza per giorni e giorni". E, di seguito, Alessandro Alfieri, responsabile Riforme del Pd: "Difenderemo la nostra Costituzione e il ruolo del capo dello Stato e del Parlamento da una riforma costituzionale sbagliata e autoritaria imposta da Meloni al Parlamento in un scambio scellerato con l’autonomia differenziata in salsa leghista".