Domenica 14 Aprile 2024

Ora va chiarito il comportamento della magistratura

Indagini sull'ufficio della Procura nazionale antimafia rivelano migliaia di accessi illegali e scaricamenti di dati. Sospetti su possibili collusioni con giornalisti e interferenze nella campagna elettorale del 2022. Chieste chiarezza e responsabilità da parte della magistratura.

Vespa

Quando nel 2005 il centrodestra fece approvare la legge Cirielli che accorciava i tempi della prescrizione (anche) in favore di Berlusconi, il centrosinistra assediò il Senato con i ‘girotondi’ e un autorevole senatore arrivò a minacciare fisicamente il presidente Marcello Pera. Si trattava, discutibile o no, di una legge dello Stato. Non oso immaginare che cosa sarebbe accaduto se invece di ‘attenzionare’ 60 (finora) esponenti del centrodestra il tenente della Finanza Pasquale Striano lo avesse fatto sul fronte opposto.

Ora che la sorpresa, l’indignazione e gli allarmi più elevati sono del procuratore nazionale Antimafia e di quello di Perugia, ("Verminaio") è difficile far finta di niente. Siamo di fronte a diecimila accessi quasi tutti illegittimi di varia natura, a 33.500 fine scaricati e partiti per destinazione incerta. Striano non è stato arrestato, nonostante le infinite possibilità di inquinare le pietre. Il cancelliere di Perugia Raffaele Guadagno diffusore di migliaia di indagini riservate, se l’è cavata con un piccolo patteggiamento.

Ci troviamo di fronte a un ufficio delicatissimo come la Procura nazionale antimafia – unica depositaria di una polveriera come le operazioni finanziarie sospette – rivelatasi terra di scorrerie che lasciano senza parole. L’ipotesi investigativa di Cantone è che Striano abbia agito anche su commissione di alcuni giornalisti in assenza di inchieste che giustificassero la necessità di approfondimenti. La libertà di stampa è altro. Ma c’è molto di più.

Si è inquinata l’ultima parte della campagna elettorale del 2022 e la formazione del governo Meloni. C’è stato un accanimento particolare nei confronti della Lega. Per conto di chi agiva Striano? E gli altri ricercatori abusivi che ancora non conosciamo? Sono stati interessati servizi stranieri, come ha ipotizzato Cantone, o è tutta robaccia ad uso interno secondo la vecchia scuola secondo cui se non riesci a vincere le elezioni devi impedire di governare a chi le ha vinte?

Bisogna chiarire anche il comportamento della magistratura. Nei dossier di Perugia ci sono complicità, in quelli di Striano immaginiamo di no. Ma almeno una ‘culpa in vigilando’ possiamo metterla nel conto, se il nuovo procuratore antimafia Melillo appena insediato ha chiesto un’ispezione speciale trovando un pericoloso disastro? Un uomo prudente come il Guardasigilli Carlo Nordio arriva a chiedere una commissione parlamentare d’inchiesta. In genere non servono a niente. Ma questa storia non può finire senza trovare i responsabili e condannarli come meritano.