Giovedì 18 Aprile 2024

Nel salotto della Maremma, Lollobrigida: governo unito: "Solo un intoppo in 16 mesi". Renzi ironizza sui Melonez

Si chiude la due giorni di eventi organizzata da Bruno Vespa a Saturnia. Sangiuliano rinnova la sua proposta sui musei: raddoppieremo Brera e Uffizi

Nel salotto della Maremma. Lollobrigida: governo unito: "Solo un intoppo in 16 mesi". Renzi ironizza sui Melonez

Nel salotto della Maremma. Lollobrigida: governo unito: "Solo un intoppo in 16 mesi". Renzi ironizza sui Melonez

Saturnia (Grosseto), 25 febbraio 2024 – "Un solo problema all’interno del Consiglio dei ministri in 16 mesi è un unicum nella storia repubblicana". È il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, a dare il la di buon mattino al verbo della distensione governativa, mantra della due giorni maremmana dei ministri meloniani che si alternano al forum della masseria invernale targata Bruno Vespa, cercando ognuno di minimizzare gli screzi in terra sarda tra FdI e Lega e le scintille romane sullo stop al terzo mandato.

Nell’aria impastata di zolfo e profumi spruzzati sul collo nel resort di Saturnia, dove i big della politica si mescolano con i turisti nordeuropei in accappatoio e ciabatte, anche ieri si sono alternati sul palco volti noti della scena romana. Lollobrigida apre le danze e parla della necessità impellente di cambiare la Pac, la politica agricola comune diventata "illogica" a partire dagli anni Novanta e riportarla ai criteri che la ispiravano negli anni Sessanta. Di questo il ministro parlerà domani a Bruxelles, e cioè di "rimettere al centro l’agricoltura" come i Trattati istitutivi prevedevano "per garantire sovranità alimentare e reddito agli agricoltori che mantengono il territorio".

Per Lollobrigida la sostenibilità ambientale è diventata in seguito "l’unico elemento di valutazione poi è diventata ideologica e diminuire le produzioni ad uso interno senza diminuire i consumi significa approvvigionarsi all’estero dove non utilizzano le tue regole di produzione e anzi impattano sull’ambiente". A metà giornata la tirata d’orecchie del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al ministro Piantedosi per le manganellate a Pisa si prende il cuore del dibattito, tanto che la ministra del Lavoro, Marina Calderone, prima di prendere la parola dal palco per rimarcare l’impegno del governo immediato nella sicurezza sui cantieri, si sofferma sull’intervento del capo dello Stato ("Credo sia importante richiamare la sensibilità di tutti quando si parla di attenzione a quelle che sono poi le modalità con cui si manifesta. E credo non sia in discussione il diritto di manifestare, ma è importante in questo momento avere attenzione alle modalità").

C’è tempo anche per le promesse del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano sui programmi del governo da qui al 2027 ("Lavoriamo per raddoppiare Brera, per raddoppiare gli Uffizi, per raddoppiare il Museo Archeologico nazionale di Napoli, ma anche tanta cultura diffusa sul territorio") prima che la ghiaia davanti al portone del resort scricchioli d’improvviso sotto gli pneumatici dell’auto da cui scende, catapultato da Miami, il ’guastafeste’ della reunion governativa, il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, invitato da Vespa con il ruolo di ’voce fuori dal coro’ nella quale l’ex rottamatore si cala senza indugi esordendo con una battuta tagliente delle sue. "Mai come in questo momento, Meloni e Salvini litigano su tutto – graffia il senatore Iv –. Dopo Blasi-Totti, Fedez-Ferragni, i Melonez sono la prossima coppia che esploderà". Dal palco poi attacca il governo Meloni ("La migliore influencer del Paese") un po’ su tutto. Dalle riforme ("Quella sul premierato di Casellati è fatta con i piedi"), al terzo mandato ("Il Pd ha scelto di stare dalla parte di Conte e dei 5 stelle come spesso fa sulla giustizia") fino all’economia ("C’è un buco di bilancio di 30 miliardi che dovrà essere coperto nei prossimi anni"). Nel pomeriggio inizia a piovere e su Saturnia cala il sipario.