Martedì 18 Giugno 2024

Meloni e Macron, incontro a Bruxelles. La premier: "Rischio 900mila arrivi dalla Tunisia"

Primo vertice ufficiale fra i due leader dopo la contesa sui migranti e le navi Ong. Un'ora e quaranta minuti di colloquio sulla gestione dei flussi migratori, il sostegno all'Ucraina, la politica industriale europea, l'energia e la riforma del Patto di stabilità e crescita

Bruxelles (Belgio), 23 marzo 2023 - L'incontro con il presidente francese Emmanuel Macron ha chiuso la prima giornata di Giorgia Meloni al Consiglio Ue. Tra i temi al centro del colloquio la gestione dei flussi migratori, il sostegno all'Ucraina, la politica industriale europea, l'energia e la riforma del Patto di stabilità e crescita.

Il faccia a faccia fra Meloni e Macron, senza la presenza di delegazioni, è stato il primo ufficiale dopo quelli informali che si sono svolti a Roma e a Sharm el Shaikh. La presidente del Consiglio e il presidente della Repubblica francese, dopo essere arrivati separatamente in albergo, si sono visti per un colloquio durato un'ora e quaranta minuti in uno dei piani superiori della struttura dove, per una pura coincidenza, anche il cancellerie federale Olaf Scholz tedesco alloggia.

Emmanuel Macron e Giorgia Meloni
Emmanuel Macron e Giorgia Meloni

Un vertice necessario a sciogliere tensioni e incomprensioni. A determinare la rottura era stata la contesa sui migranti e sulle navi delle Ong, con uno scambio di accuse reciproche tra Roma e Parigi. Nella capitale belga è giunto il momento del riavvicinamento e del disgelo delle relazioni internazionali: i due Paesi sono troppo importanti l'uno per l'altro. Meloni ha bisogno di sponde europee sui migranti e la riforma del Patto di stabilità, Macron (alle prese con le proteste contro la riforma delle pensioni) deve creare alleati intorno ad alcune questioni che gli stanno a cuore, a partire da nucleare e rilancio della competitività. 

L'incontro con Macron è arrivato al termine di una serie di dibattiti, tra Ucraina, piano Net Zero, Patto di Stabilità, energia e migranti. Durante il suo intervento al Consiglio Ue, la premier Meloni ha lanciato un "grave avvertimento" ai colleghi capi di Stato e di governo sui rischi che si corrono se la situazione in Tunisia dovesse peggiorare. C'è il rischio, ha ammonito, che arrivino "900mila" persone che l'Italia non è in grado di "accogliere". Per il presidente del Consiglio occorre dunque un rafforzamento della cooperazione con Paesi di origine e transito, misure concrete contro i trafficanti, l'offerta di maggiori possibilità di ingressi legali, il rafforzamento dell'attività Sar e l'avanzamento del lavoro sui rimpatri.

Secondo fonti Ue, Meloni è apparsa "molto preoccupata" e ha spinto perché venga approvato il prestito del Fondo Monetario Internazionale per Tunisi, ben consapevole dei rischi che si corrono se la situazione dovesse precipitare anche in Tunisia, oltre alla Libia che dal 2011 è diventata un vero problema per l'Italia. La premier ha anche parlato, durante il vertice, del naufragio avvenuto al largo di Steccato di Cutro, nel Crotonese.