L’ex Guardasigilli Mastella: "La nostra giustizia non funziona. Ma basta clima da guerra punica"

Il sindaco di Benevento, ministro dal 2006 al 2008 con Prodi, si dimise dopo un’inchiesta giudiziaria. "Nordio? Era meglio da editorialista. La politica è divisa, le riforme vanno fatte dialogando con i giudici"

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il suo sottosegretario Andrea Delmastro

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il suo sottosegretario Andrea Delmastro

Roma, 2 dicembre 2023 – Clemente Mastella, sindaco di Benevento, da ex ministro della Giustizia finito sul patibolo proprio per le inchieste, che impressione si è fatta di questo nuovo capitolo dello scontro tra politica e toghe a seguito delle parole del ministro della Difesa Guido Crosetto? "Sa qual è il limite di Crosetto e gli altri? Sono come quelli che guardano distrattamente a chi ha un tumore perché loro non ce l’hanno. E quando poi viene a loro si rendono conto di tutta l’angoscia che si prova". Si riferisce a Crosetto e agli altri politici? "Mentre la magistratura va avanti secondo le proprie idee, la politica è divisa. In questa logica di Orazi e Curiazi, i Curiazi, cioè i partiti, perdono sempre. Questa sorta di ipocrisia tra i partiti non porterà mai a una riforma, perché va fatta col consenso di tutti. Invece che accade? Che quando qualcuno prende lo scalpo di Mastella si gongola, ma quanto poi tocca a te ti accorgi delle difficoltà. Io ho visto cose oscene: il cappio sventolato in Aula alla Camera, Craxi sommerso di monetine... Ognuno ha folleggiato". Crosetto ha insistito in Aula sul dovere di terzietà specialmente delle toghe... "Anche su questo bisogna esser chiari. Io mi potrei lamentare di un’invasività demoniaca e incivile sul piano costituzionale da parte di alcuni pm nei miei riguardi. Ma poi i giudici mi hanno assolto. Quindi la terzietà c’è eccome. Io son stato mandato a processo a Napoli per concussione nei riguardi di Bassolino su questioni di sanità, quando il tribunale di Benevento aveva già assolto tutti. Una grammatica processuale davvero distorta. E i pm non hanno mai interrogato Bassolino, che è stato chiamato al banco per me. Se la politica continua a guardare al proprio vicino e a pensare di utilizzare i casi giudiziari per fini propri, credo proprio che dal tumore non si guarirà". Il fatto che sia stato il ministro della Difesa a sollevare la questione invece di quello della Giustizia Nordio, le cui riforme languiscono un po’, non è anch’esso un po’ sgrammaticato? "Devo dire con molta nettezza che ho apprezzato molto più Carlo Nordio come studioso e opinionista che come ministro. Doveva fare la riforma dell’abuso d’ufficio che chiedono all’unisono i sindaci di tutte le parti politiche. Invece ancora aspettiamo e ha fatto in Aula un discorso più da editorialista che da ministro. Sul radar non si registra. Credo che siano entrati in una fase di paura".

Paura di che cosa? "Sono sempre difficili le scelte nel rapporto tra politica a magistratura. È un po’ come quando si gioca a calcio: il difensore punzecchia l’attaccante, gli pesta i piedi, gli sputa, lo sgomita. E quello poi tira indietro il piede". Ieri anche Crosetto ha un po’ tirato indietro il piede. Pensa che al dunque tema qualche inchiesta? "Questo lo sa lui. Se devi esprimerti, però, devi farlo chiaro". Riguarda forse la paura che la magistratura si schieri contro il premierato? "Dicono che viene prima il premierato e poi si fanno le altre cose. Ma il premierato riguarda una persona sola, mentre la giustizia investe migliaia di cittadini italiani che vivono situazioni di sofferenza, con alcuni pm che hanno atteggiamenti a dir poco ardimentosi". Quindi una riforma della giustizia ci vuole? "Che la giustizia in Italia non funzioni lo attesta l’Europa. Quello che perde alla fine è il sistema, cioè la democrazia. Che poi una riforma vada fatta dialogando coi magistrati, è ovvio. Come il fatto che, con tutti i limiti, sia meglio la situazione attuale di qualunque assoggettamento all’esecutivo". La ministra Marta Cartabia aveva avviato un processo di riforma... "Io pure avevo cominciato un lavoro sul massimo di otto anni per incarico. Forse ho pagato anche per quello. È una guerra punica che deve finire".