Giovedì 13 Giugno 2024
ALESSANDRO SALLUSTI
Politica

La versione di Giorgia. Meloni e la politica estera: "L’Italia stabile conta di più"

Il libro-intervista di Sallusti: troppi cambi di governo fanno male all’economia

Pubblichiamo un brano dal capitolo ‘A testa alta tra i grandi del mondo’ de La versione di Giorgia, libro intervista di Alessandro Sallusti a Giorgia Meloni, in uscita oggi per Rizzoli.

Giorgia Meloni al G20 (Ansa)
Giorgia Meloni al G20 (Ansa)

(Giorgia Meloni): "Io credo di avere un vantaggio rispetto ai miei recenti predecessori. Per anni, quando il capo di un governo o un ministro italiano si sedevano di fronte a un partner, la prima domanda che quel partner era costretto a farsi, a occhio, era: “Chissà se al prossimo incontro bilaterale sarà ancora questo il mio interlocutore italiano“. E in effetti, molto spesso all’incontro successivo il governo era mutato.

Approfondisci:

La versione di Giorgia: Sallusti intervista la premier (Rizzoli, pagine 240, 18 euro)

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L’orizzonte breve dei governi italiani è stato un elemento devastante anche in politica estera, perché i rapporti seri, e le scelte strategiche, hanno bisogno di tempo. Il mio vantaggio – oltre a quello di parlare l’inglese, lo spagnolo e un po’ di francese, elemento che regala al rapporto personale un’immediatezza e una empatia impossibili da raggiungere quando si parla per il tramite di un altro – è proprio il tempo.

Alessandro Sallusti
Alessandro Sallusti

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Il j’accuse di Renzi: "Ammucchiata di sinistra contro il mio Jobs Act, un favore al Governo"

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Quando i nostri interlocutori siedono davanti a noi, sanno che la prossima volta, con ogni probabilità, avranno a che fare ancora con noi. E dunque sono maggiormente interessati a costruire un buon rapporto, e molto più aperti a parlare di collaborazioni strategiche. Del resto, la politica estera è fatta di intese, di accordi; quando salta un governo, è probabile che salti anche la trattativa che quel governo aveva avviato, e questo elemento ci ha resi poco affidabili agli occhi del mondo".

La famigerata ‘Italietta’…

"Per questo considero il tema della stabilità dei governi non un semplice vezzo, ma la più potente misura economica che si possa regalare all’Italia. Per questo mi do un obiettivo di legislatura, non perché io voglia per forza rimanere incollata alla poltrona per cinque anni, ma perché è l’unico modo di provare a far contare di più l’Italia nel mondo. E aggiungo: lavoro a una visione che vada anche oltre questi cinque anni, sperando che chi ci sarà dopo di me non ritenga di dover per forza distruggere tutto.

Non posso sapere se le cose andranno così, non dipende solo da me, so che è un’occasione unica per questa nazione in una contingenza molto difficile, e farò tutto quello che posso per non disperderla. So che gli italiani probabilmente non si rendono conto di quanto ci siano costati i nostri continui cambi di governo, perché a livello internazionale, come abbiamo visto per quello che riguarda l’Unione Europea, contano i rapporti che costruisci, conta quanto gli altri possono fidarsi di te, della tua serietà, della persona che sei, conta che quando un altro è in difficoltà puoi tendergli una mano, e quando tu sarai in difficoltà magari lui ti restituirà il favore. E questo ha bisogno di tempo. A me quelli che oggi sui giornali, dopo una prima missione all’estero, ne giudicano il risultato, fanno un po’ sorridere. I rapporti si costruiscono e consolidano nel tempo, come qualsiasi relazione umana. Io ce la metto tutta, ma sarà alla prova dei fatti che gli altri sapranno se sono o no la persona seria che dico di essere, e ne sono perfettamente consapevole. Come sono consapevole che se e quando supererò la prova, allora si vedranno davvero i frutti di questo faticoso lavoro".