L’allarme dei magistrati: "Molti reati, pochi giudici". Nordio: rimedieremo

Avvio dell’anno giudiziario celebrato nelle 26 Corti di Appello territoriali. Le toghe all’attacco: "Non c’è bisogno della bulimia riformatrice ma di fondi".

L’allarme dei magistrati: "Molti reati, pochi giudici". Nordio: rimedieremo

L’allarme dei magistrati: "Molti reati, pochi giudici". Nordio: rimedieremo

L’allarme organici e la sfida Pnrr, l’applicazione delle riforme sui processi nel penale e nel civile, l’aumento del crimine minorile, l’emergenza carceri e il fronte dei reati di genere come i femminicidi. È il quadro che emerge dall’avvio dell’anno giudiziario celebrato nelle 26 Corti di Appello territoriali. è stato fatto il punto sugli ultimi 12 mesi.

La criticità primaria resta quello del numero di magistrati impegnati e sul quale è intervenuto anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio che a Brescia ha annunciato che "entro il 2026" l’obiettivo è colmare il deficit sul numero delle toghe: "Il nostro impegno entro due anni è colmare questo vuoto".

Da Milano attacca Giuseppe Ondei: la giustizia non ha bisogno di "bulimia riformatrice", ma di "essere amministrata e finanziata per fronteggiare esigenze ordinarie e straordinarie come quelle imposte dagli obiettivi del Pnrr". Obiettivi che, "in una situazione di crescente scopertura di organici del personale amministrativo", e "di magistrati", sono a rischio. Ma della volontà della maggioranza di portare avanti la "riforma" si è fatto portavoce il vicepremier Matteo Salvini: "Non saremo un Paese compiutamente libero, democratico, moderno e sviluppato senza una profonda, necessaria, giusta, condivisa e urgente riforma della giustizia. Separazione della carriere e chi sbaglia paga, responsabilità anche personale".

Le toghe replicano schierandosi contro il "continuo cambio di leggi". Per il capo dei pm di Napoli, Nicola Gratteri, "occorre una visione organica del Codice penale, del Codice di procedura penale dell’ordinamento giudiziario. Con interventi spot che certe volte sembrano contraddittori non andiamo da nessuna parte". Il presidente dell’Appello di Palermo, Matteo Frasca, parla dell’abuso d’ufficio: "La paura della firma è un falso problema. La verità è che si temono i controlli". In tema di prescrizione il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, afferma che i 26 presidenti delle Corti "hanno chiesto a ministro e Parlamento di fare proprie scelte, ma di assicurare una disciplina transitoria che consenta di riprogrammare il lavoro".

Alberto Levi