Lunedì 22 Aprile 2024

La maxi inchiesta: "Le mani dei clan sulle ultime Comunali"

La dura accusa dei pm, nei guai oltre 100 persone

La maxi inchiesta: "Le mani dei clan sulle ultime Comunali"

La maxi inchiesta: "Le mani dei clan sulle ultime Comunali"

Il terremoto di Bari ha inizio da un blitz con mille agenti in campo. È il 25 febbraio, quando una vasta indagine della Dda di Bari fa emergere uno scambio elettorale politico-mafioso che coinvolge i clan di "Savinuccio" Parisi ed Eugenio Palermiti. Il primo è in carcere da anni, il secondo da pochissimo ha varcato la soglia delle patrie galere. Secondo l’accusa della Direzione distrettuale antimafia gli uomini di Parisi e Palermiti avrebbero condizionato il voto alle comunali 2019. Tra i reati contestati dai pm agli indagati compare, infatti, l‘ingerenza elettorale politico-mafiosa. Gli affiliati del clan sarebbero stati contattati direttamente dall’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri (ora in carcere) per permettere l’elezione al consiglio comunale della moglie Maria Carmen Lorusso (ai domiciliari col padre Vito). Una pervasività mafiosa che avrebbe anche trasformato l’Amtab, l’azienda dei trasporti cittadina, in un ingranaggio perfetto e oliato per fare assunzioni e gestire l’acquisto di mezzi e pezzi di ricambio.

Un’inchiesta-monstre: 137 misure cautelari, 110 in carcere, tra cui Tommaso “Tommy“ Parisi, cantante neomelodico e figlio di Savinuccio. Snodo della vicenda è la coppia glam Olivieri-Lorusso, presenti a ogni festa instagrammabile. Maria Carmen, chiamata “Mari“ da chi indossa solo capi griffati e va in vacanza in Costa Smeralda, fu eletta con la lista che sosteneva il candidato sindaco Pasquale Di Rella, quindi nel centrodestra.

Successivamente, con una capriola, era passata nel movimento Sud al centro, centrosinistra, coordinato da Sandro Cataldo, marito di Anita Maurodinoia, assessora regionale ai Trasporti. Secondo gli inquirenti, l’avvocato Olivieri avrebbe operato come procacciatore di voti per la moglie, rivolgendosi a personaggi direttamente appartenenti o in qualche modo legati al clan Parisi-Palermiti. In cambio del sostegno elettorale avrebbe offerto soldi, assunzioni, regali vari e anche la regolarizzazione dell’occupazione abusiva di una casa popolare.

Nella stessa operazione, ‘Codice unico’, è finito in carcere il barese Michele Nacci, 34enne, che in occasione di quelle elezioni era candidato nella stessa lista di Lorusso, risultando il primo dei non eletti. Nacci avrebbe promesso di far avere alla propria compagine elettorale i voti "reperiti nell’area di influenza del clan Montani" in quanto genero di Bruna Montani, cugina del capoclan Andrea detto “Malagnac“.

Le comunali del 2019 erano già finite al centro di un’altra indagine sui rapporti tra politica e mafia. L’allora consigliera Francesca Ferri fu arrestata nel 2022 ed è ora a processo con il suo compagno Filippo Dentamaro e l’ex consigliere regionale (imprenditore e presidente del Foggia Calcio) Nicola Canonico per presunto voto di scambio a Bari e a Valenzano. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale.

Nino Femiani