Domenica 21 Luglio 2024
DEBORAH BONETTI
Politica

Inghilterra, esito scontato. Verso il trionfo laburista. Sunak rischia un ko storico

Oggi il Regno Unito alle urne. Il nuovo Blair, Keir Starmer, guida la sinistra. Secondo un sondaggio avrebbe 212 seggi in più dei Tory: non succedeva dal 1832.

Inghilterra, esito scontato. Verso il trionfo laburista. Sunak rischia un ko  storico

Inghilterra, esito scontato. Verso il trionfo laburista. Sunak rischia un ko storico

Oggi la Gran Bretagna va alle urne e si prevede una vittoria storica e schiacciante dei laburisti. All’opposizione da ormai 14 anni, il partito di sinistra si è reinventato sotto Keir Starmer, smantellando la corrente trotskysta di Jeremy Corbyn e riavvicinandosi alla politica centrista del New Labour di Blair. Il 61enne Starmer, che punta tutto sullo slogan Change ("cambiamento") potrebbe conquistarsi oggi, a scrutinio concluso, una delle maggioranze più solide della storia.

Un poll di YouGov ieri sera prevedeva una valanga: 431 seggi per i laburisti contro appena 102 per i Tory (una maggioranza Labour di 212, maggiore dal 1832). More in Common, un altro poll fra i più rigorosi, dava 430 al Labour e 126 ai Tory. Focal Data, il terzo poll più seguito: Labour a 444 seggi contro 108 dei Tory. Senza parlare di tutti gli altri poll delle ultime ore che, con poco margine l’uno dall’altro, prevedono l’annientamento dei conservatori che, dopo 14 anni a Downing Street e ben 5 primi ministri, hanno perso il sostegno persino dei loro fedelissimi, che votano nei seggi del “muro blu” nelle contee intorno a Londra e nel sud est del Paese. Anche il vendutissimo e influente tabloid Sun (dell’impero di Rupert Murdoch), che si vanta sempre di stare dalla parte dei vincenti, ieri ha voltato la faccia ai tory e si è schierato con il Labour. Uno schiaffo da fine carriera per Rishi Sunak che ha comunque continuato a fare campagna fino all’ultimo minuto, dopo aver sfoderato quello che lui pensava fosse un asso nella manica: Boris Johnson, apparso a sorpresa a fianco del suo ex-cancelliere per cercare di arginare la disfatta. Ma ormai il nome di Boris è corrosivo anche tra le “grassroots” del partito e sono in pochi quelli che ancora si fanno illudere dall’ex-premier, che entrerà nella Storia per la sua gestione caotica di Downing Street e per i festini durante il Covid.

Così come è entrata nella storia la sua successora Liz Truss, che in 44 giorni di premiership è riuscita a distruggere l’economia, una volta salda, del Paese. Oggi è quindi previsto il tramonto per i conservatori che dovranno ricominciare da capo dall’opposizione. Ed è prevista una disfatta simile anche per il Partito nazionale scozzese (Scottish National Party) che, da 43 seggi potrebbe crollare a meno di 18. Troppi gli scandali e la cattiva gestione della Scozia, con l’ossessione dell’indipendenza. Impennata invece per i liberal-democratici (visti da molti come l’alternativa più papabile ai tory) che, sotto la guida del simpatico Ed Davey, potrebbe passare da 15 seggi a più di 70.

E infine che dire di Farage? Tornato in politica all’ultima ora per prendere le redini del nuovo partito di (estrema) destra Reform UK, l’ex autore della Brexit potrebbe riuscire ad arrivare in Parlamento (facendosi eleggere a Clacton) e da lì il salto ai conservatori sarebbe corto. C’è chi lo dà come futuro leader dei Tory, se questi andassero ancora più a destra, sotto la guida di personaggi come Kemi Badenoch (ministra del business), Priti Patel o Suella Braverman (ambedue ex ministre dell’Interno). Le urne aprono oggi alle 7 di mattina inglesi e si chiudono alle 22 ora locale. Subito previsto un exit poll che dovrebbe essere particolarmente preciso. Salvo "sorprese monumentali" come hanno detto i diversi tg britannici, il camion dei traslochi dovrebbe portare via la famiglia Sunak da Downing Street già domani mattina, con l’arrivo quasi immediato della famiglia Starmer e la conferma del nuovo governo suggellata da Re Carlo III.