Lunedì 27 Maggio 2024
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Politica

Inchiesta in Liguria, il caso di Toti e il precedente negli anni ‘80 del governatore Teardo

Il 14 giugno 1983 l'allora membro della P2 ed esponente del PSI finì in manette nel pieno della campagna elettorale

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Tori scende dallo yacht di Aldo Spinelli

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Tori scende dallo yacht di Aldo Spinelli

Roma, 8 maggio 2024 – La storia si ripete, con sfumature diverse. Il caso del presidente di Regione Giovanni Toti, da ieri dentro l'occhio del ciclone dopo le misure cautelari stabilite nei suoi confronti da parte della magistratura, ha forti somiglianze con ciò che visse un suo predecessore negli anni 80, Alberto Teardo. Il 14 giugno 1983 l'allora membro della P2 ed esponente del PSI, nel pieno della campagna elettorale che, con ogni probabilità, lo avrebbe portato in Parlamento dopo l’esperienza di assessore e di presidente della Regione, fu arrestato nella sua casa di Albisola Superiore, vicino Savona. Insieme a lui altri membri del partito, oltre che allo stesso sindaco di Albisola, Marcello Borghi. I capi d'accusa furono corruzione e associazione a delinquere semplice, in quanto non venne riconosciuto lo stampo mafioso.

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Tori scende dallo yacht di Aldo Spinelli
Il presidente della Regione Liguria Giovanni Tori scende dallo yacht di Aldo Spinelli

Così come ad oggi, in seguito alla disposizione dei domiciliari per Toti, si sono sollevati diversi dubbi nell'opinione pubblica riguardo alla decisione di intervento proprio adesso da parte della Guardia di Finanza, ad un mese dalle prossime elezioni europee, anche allora questi dubbi vennero sollevati dalla stampa. Tino Neirotti, direttore in quegli anni del Resto del Carlino, nell'apertura del giornale del 15 giugno 1983 si chiedeva legittimamente "se i mandati di cattura potevano essere firmati un mese fa oppure rinviati a dopo il 26 giugno (data delle elezioni, ndr)". I dubbi sollevati venivano poi però subito smorzati. Chi "conosce bene i due magistrati - continua Neirotti - è pronto a giurare che la decisione è scaturita esclusivamente da esigenze processuali". Il caso di Alberto Teardo fu un evidente segno premonitore di ciò che sarebbe in seguito accaduto con Tangentopoli, e scoperchiò un consolidato sistema di corruzione che coinvolse in primis i socialisti, detentori della maggioranza nella Regione, ma anche di altri partiti come la Dc. Teardo venne in seguito condannato dalla Corte d'Appello di Genova a 12 anni e 9 mesi per i reati di associazione a delinquere, concussione, concussione continuata, peculato ed estorsione. Prima dell'arresto si trovava comunque già al centro dell'attenzione, in seguito alla cosiddetta "questione morale" per l'appartenenza alla loggia massonica segreta della P2 guidata da Licio Gelli. Tornando ai giorni d'oggi, su Giovanni Toti, la maggioranza si è dichiarata garantista e attenderà l'iter della giustizia. Sarà il futuro a dirci se la condanna sarà un altro elemento in comune tra le storie dei due politici o un importante elemento differenziale.