Il dramma di Giovanna Pedretti, si muove la politica: “Social senza regole, bisogna intervenire”

Impegno bipartisan. Pella (Forza Italia): “Un semplice messaggio oggi può fare danni gravissimi”. E Calenda (Azione) chiede di vietare l’uso anonimo delle piattaforme. Polemica sul Tg3: “Hanno attaccato la ristoratrice, vinceranno il Pulitzer...”

Roma, 16 gennaio 2024 – Il primo a chiederselo è stato proprio Matteo Salvini, da sempre più di altri politici di primo piano sensibile ai temi che regala la cronaca più dura: "Ma davvero – si è chiesto il vicepremier – una (presunta) recensione falsa meritava una polemica nazionale così avvelenata, su social e tg?". Eppure, mentre gli inquirenti scandagliano la vita di Giovanna Pedretti per cercare motivazioni e diverse a quella di un suicidio dettato della vergogna post-gogna mediatica, sul caso si è scatenata una polemica parallela, ovviamente politica.

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Il tema è quello delle regole. "Il fenomeno degli hater sui social preoccupa molto – è infatti l’analisi di Roberto Pella, deputato di Forza Italia, a Tagadà su La7 –. Gli attacchi che ricevono persone famose, politici o comuni cittadini sono vergognosi. Oggi, una semplice foto, un messaggio, un commento può mettere in seria crisi psicologia una persona, con danni morali e in alcuni casi epiloghi tragici come il suicidio". Per il deputato “i nostri giovani usano i social in maniera preponderante, continua ed incessante, comunicano attraverso i social anche quando sono insieme. Va avviato un uso più consapevole, attraverso regole che ne disciplinino l’utilizzo anche giuridicamente, per evitare gesti estremi come accade ed è accaduto. La politica deve mettere mano al problema".

Riflessioni che non arrivano soltanto dalla maggioranza. "Non tutti hanno la forza e la salute mentale per resistere alla gogna – è infatti il commento di Francesco Bonifazi, deputato di Italia Viva –. Articoli di giornale, alle storie Instagram, alle telecamere puntate addosso per giorni". E il dibattito si allarga al leader di Azione, Carlo Calenda: "I social sono ambienti non regolati e succede di tutto – spiega –. Noi abbiamo presentato una proposta, non deve essere possibile stare su i social in maniera anonima. Viviamo in un ambiente nel quale i nostri figli passano una parte rilevante su i social. È un mondo che va regolato".

E il dibattito sulle regole arriva nel pomeriggio a travolgere anche la Rai, e in particolare il Tg3, unica testata della tv pubblica ‘rea’ di aver effettuato un servizio in cui chiedeva con insistenza alla Pedretti la verità sulla discussa recensione sul suo locale. Dice, infatti, Paolo Marcheschi, vice capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione di Vigilanza Rai: "Stanno rimbalzando le immagini di un’intervista in cui, poco prima del suo probabile suicidio, la donna viene incalzata dalle domande di un giornalista del Tg3 a proposito di presunte incongruenze nel testo di una recensione online. È opportuno che i vertici Rai riflettano: in certi casi vanno date le giuste proporzioni ai fatti. Auspico che qualcuno a viale Mazzini possa dare spiegazioni".

La difesa del tg non si è fatta attendere: "Abbiamo dato risalto al post della signora Pedretti – si legge in una nota del cdr – in linea con quelli che storicamente sono i temi che contraddistinguono il giornale (la difesa dei diritti dei disabili e delle persone omosessuali), come tutti gli altri organi di stampa - agenzie, tv e siti internet. Post che aveva ricevuto il plauso anche della ministra per le disabilità Alessandra Locatelli".

Ma, ancora, insiste Tommaso Foti, capogruppo meloniano alla Camera: "Il caso della ristoratrice – commenta – pone il tema di una riflessione profonda sul ruolo dell’informazione e, in particolare, del servizio pubblico televisivo. Sul caso deve essere la giustizia - se investita - a stabilire verità e responsabilità". E la Lega, con Tilde Minasi, anche lei in Vigilanza Rai, rincara, con sarcasmo: "Il Tg3 ha dato una notizia che ha poi scoperto essere falsa: anziché scusarsi o fare autocritica, ha preferito incalzare una ristoratrice di Lodi trattando il caso come il nuovo Watergate. Le pizzaiole di tutta Italia sono avvertite, così come la giuria del Pulitzer".

Solo Nino Germanà, vicepresidente Lega al Senato, sposta l’obiettivo sull’ospite fisso della Prova del cuoco Rai, Lorenzo Biagiarelli, da cui era partita la polemica sulla presunta falsità del post della ristoratrice. "Antonella Clerici minaccia i telespettatori annunciando che il fidanzato della Lucarelli, che ha provato a sollevare un nuovo Watergate incalzando una pizzaiola di Lodi, ‘tornera’ presto in tv’. Quanto paga la Tv di Stato per le presenze dei Lucarelli? I vertici, molto puntigliosi in altri casi, non hanno nulla da dire?".